Ci sono parecchi dubbi sulla paternità dell'attentato che ieri ha ucciso oltre una trentina di civili in coda davanti a una banca di Jalalabad nell'Afghanistan orientale (in realtà pare si sia trattato di una serie di attentati coordinati di cui uno veramente grave). A rivendicarlo con una telefonata sarebbero stati gli uomini di Daesh, l'autoproclanato califfato che avrebbe anche in Afghanistan i suoi accoliti. Ma i dubbi ci sono tutti nonostante
Ashraf Ghani abbia preso subito per buona la rivendicazione. I
dubbi vengono dall'intelligence afgana e dai ricercatori e analisti locali: presto per dire se Daesh esiste davvero nel Paese. Intanto i talebani avrebbero, sempre via telefono, deprecato l'accaduto e così pure
Jamat ul-Harar - fazione che si è da poco scissa dal Thereek Taleban Pakistan (ttp) - in compagnia di un altro gruppo pachistano minore (Lashkar e-Islam). La domanda da farsi è su chi semmai utilizza la sigla di Daesh e qual è la forza di un gruppo che non pare interessato a conquiste territoriali in Afghanistan ma assai più concentrato su Siria e Iraq.