Nel marzo dell’anno scorso Nusrat, studentessa di una madrasa a Feni in Bangladesh, denuncia il suo preside alla polizia: un esponente religioso che la toccava in continuazione. Il 6 aprile viene attirata sul tetto della scuola e circondata da figure coperte con un velo integrale che le chiedono di ritrattare e che, al suo rifiuto, le danno fuoco. Nusrat riesce a scappare e col corpo quasi completamento bruciato arriva in ospedale dove morirà cinque giorni dopo. Fa in tempo però a far registrare tutta la vicenda al telefono del fratello. Ieri, il Tribunale per la prevenzione della repressione di donne e bambini di Feni ha condannato a morte il preside Siraj Ud Doula, che secondo la polizia ha ordinato l'omicidio dalla prigione dove si trovava per sospette molestie, due insegnanti e diversi alunni della classe di Nusrat tra cui due donne, una delle quali ha partorito in prigione. Due degli imputati condannati, Ruhul Amin e Maksud Alam, sono leader locali del partito al potere, la Lega Awami. In totale 16 persone che, se non saranno salvate dall’appello, penderanno a breve dalla forca.Visualizzazioni ultimo mese
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venerdì 25 ottobre 2019
16 condanne a morte per l'omicidio di Nusrat
Nel marzo dell’anno scorso Nusrat, studentessa di una madrasa a Feni in Bangladesh, denuncia il suo preside alla polizia: un esponente religioso che la toccava in continuazione. Il 6 aprile viene attirata sul tetto della scuola e circondata da figure coperte con un velo integrale che le chiedono di ritrattare e che, al suo rifiuto, le danno fuoco. Nusrat riesce a scappare e col corpo quasi completamento bruciato arriva in ospedale dove morirà cinque giorni dopo. Fa in tempo però a far registrare tutta la vicenda al telefono del fratello. Ieri, il Tribunale per la prevenzione della repressione di donne e bambini di Feni ha condannato a morte il preside Siraj Ud Doula, che secondo la polizia ha ordinato l'omicidio dalla prigione dove si trovava per sospette molestie, due insegnanti e diversi alunni della classe di Nusrat tra cui due donne, una delle quali ha partorito in prigione. Due degli imputati condannati, Ruhul Amin e Maksud Alam, sono leader locali del partito al potere, la Lega Awami. In totale 16 persone che, se non saranno salvate dall’appello, penderanno a breve dalla forca.
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