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mercoledì 10 dicembre 2014

Sindrome Najibullah

A sinistra John Sopko, qui sopra
 il presidente Najibullah
Secondo quanto sostiene l'ufficio dello Special Inspector General for Afghanistan Reconstruction, Kabul non ha abbastanza soldi per pagare il suo esercito. Né domani né nel 2024. Chi si assumerà l'onere? O succederà quello che accadde dopo il ritiro dell'Armata Rossa? Si chiama "sindrome Najibullah", dal nome dell'ultimo presidente filosovietico dell'Afhanistan...
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L'acronimo “Sigar” sta per Special Inspector General for Afghanistan Reconstruction. A capo dell'ufficio ispettivo americano – dotato di larghissima autonomia e persino del diritto di compiere arresti – siede John F. Sopko, un magistrato scelto da Obama due anni e mezzo fa per guardare nei conti e nelle spese. In due parole, in quei 104 miliari di dollari circa che gli Stati uniti hanno speso o si sono impegnati a spendere nella ricostruzione dell'Afghanistan. Oggi l'ufficio di Sopko ha pubblicato un nuovo report che evidenzia sette aree di crisi o di alto rischio (Corruption/Rule of Law, Sustainability, Afghan National Security Forces, On-Budget Support, Counternarcotics, Contract Management and Oversight Access) che sono interessanti da leggere. Ma la nostra attenzione è caduta sul capitolo Forze armate. Vediamo cosa dice il rapporto che contiene la High Risk List.

venerdì 21 febbraio 2014

Il futuro dell'esercito afgano (rapporto)

Il rapporto si chiama Independent Assessment of the Afghan National Security Forces ed è stato preparato, su richiesta del Congresso degli Stati Uniti dal Center for Naval Analyses, una organizzazione non-profit di ricerca (fondi federali). E' uno dei tanti tasselli della discussione infinita del post 2014 e sulla necessità o meno della presenza militare occidentale. L'obiettivo del rapporto è valutare quanto effettiva sia la forza dell'esercito nazionale afgano (Ansf) a breve. Ecco cosa dice la sintesi della ricerca (il rapporto si può scaricare qui).

Guerrieri afgani sorvegliano un passo. Sopra a sx,
un soldato della dinastia Durrani
«Prendendo in considerazione tutte le nostre valutazioni, concludiamo che per l'Ansf – al fine di sostenere con successo l'obiettivo politico degli Stati Uniti di impedire che l'Afghanistan ridiventi un rifugio sicuro per i terroristi che minacciano il Paese, la regione e il mondo - avranno bisogno di una forza di circa 373.400 uomini, con alcuni adeguamenti strutturali da qui  al 2018. Concludiamo che questa forza non è in grado di sconfiggere i talebani militarmente, ma che se può tenere a bada l'insurrezione sino al 2018, la probabilità di un processo negoziale aumenterà. Questa forza, così come i ministeri che la sostengono, richiederanno assistenza e consulenza internazionale almeno sino al 2018, e che tale missione dovrà godere della stessa autorità di cui la missione gode oggi in Afghanistan. Infine, riteniamo che l'impegno costante della comunità internazionale in Afghanistan possa ridurre le tensioni nella regione e aumentare le prospettive per la cooperazione regionale e che il ritiro del sostegno della comunità internazionale rischia di avere conseguenze, non esclusa una nuova guerra civile in Afghanistan e maggiore instabilità nella regione».