Cosa dice il rapporto: posto che il report è preceduto da una decina di pagine sul metodo, l'identificazione, le fonti della ricerca (con la consulenza tecnica dell'Alto commissariato per i diritti umani), il dossier stima le vittime civili nel 2013 a 2.959 morti e 5.656 feriti, con un aumento medio del 14% rispetto all'anno prima (rispettivamente più 7% e 17%). Unama attribuisce il 74% delle vittime ad azioni di forze antigovernative (in acronimo Age), una dizione ampia che comprende talebani, banditi, altri gruppi e fazioni armate. L'11% è invece imputabile alle Pgf o Forze pro governative con una divisione dell'8% attribuita alle forze di sicurezza nazionale (esercito e polizia) e del 3% alle forze internazionali (Isaf/Nato e ciò che resta della missione Usa Enduring Freedom). Il 10% delle vittime, si dice ancora, è imputabile genericamente a combattimenti di terra tra Age e Pgf ma non è imputabile a una o all'altra parte (pallottole vaganti, potremmo dire, più o meno intenzionali). Infine c'è un 5% di vittime non è attribuile affatto se non in parte ai lasciti di guerre vecchie e nuove (mine, Uxo, Axo etc). Ci sono altre considerazioni (che il killer maggiore sono gli Ied, l'aumento dello scontro di terreno, il prezzo pagato da donne e bambini etc) cui vi rimandiamo in dettaglio alla lettura del rapporto.
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domenica 9 febbraio 2014
Vittime di guerra: la posizione di Isaf e talebani (e le mie considerazioni)
Cosa dice il rapporto: posto che il report è preceduto da una decina di pagine sul metodo, l'identificazione, le fonti della ricerca (con la consulenza tecnica dell'Alto commissariato per i diritti umani), il dossier stima le vittime civili nel 2013 a 2.959 morti e 5.656 feriti, con un aumento medio del 14% rispetto all'anno prima (rispettivamente più 7% e 17%). Unama attribuisce il 74% delle vittime ad azioni di forze antigovernative (in acronimo Age), una dizione ampia che comprende talebani, banditi, altri gruppi e fazioni armate. L'11% è invece imputabile alle Pgf o Forze pro governative con una divisione dell'8% attribuita alle forze di sicurezza nazionale (esercito e polizia) e del 3% alle forze internazionali (Isaf/Nato e ciò che resta della missione Usa Enduring Freedom). Il 10% delle vittime, si dice ancora, è imputabile genericamente a combattimenti di terra tra Age e Pgf ma non è imputabile a una o all'altra parte (pallottole vaganti, potremmo dire, più o meno intenzionali). Infine c'è un 5% di vittime non è attribuile affatto se non in parte ai lasciti di guerre vecchie e nuove (mine, Uxo, Axo etc). Ci sono altre considerazioni (che il killer maggiore sono gli Ied, l'aumento dello scontro di terreno, il prezzo pagato da donne e bambini etc) cui vi rimandiamo in dettaglio alla lettura del rapporto.
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