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venerdì 3 ottobre 2025

Asia criminale al Festival di Internazionale a Ferrara domenica 5 ottobre




















Domenica 5 ottobre alle 11.30 al Festival di Internazionale a Ferrara (al Circolo Arci Bolognesi)  con Junko Terao parlaimo di Asia criminale. Se ci siete...

Tutto il programma del Festival qui 

martedì 23 luglio 2019

Sconfinate a Universocorto (Tuscania)


All'interno del Festival Universocorto che quest'anno si tiene a Tuscania viene ospitato 

Nella foto di Marco Corsi la presentazione del Festival: da destra l'assessora Nicolosi, il sindaco Bartolacci,
il direttore artistico Romboli e la responsabile organizzativa D'Averi. Di fianco...Forrest Gump
co protagonista di un evento che vede come presidente della giuria Robert Lee Zemeckis che ebbe l'Oscar per il film

                                          LO SPETTACOLO DEL CONFINE
                                             Una produzione di Lettera22

“Lo spettacolo del confine” è una piece della durata di circa 40 minuti in cui si mescolano teatro e lettura, costumi (nel vero senso della parola) e approfondimento su sette realtà di frontiera: dal Medio Oriente al Pakistan, dal Sahara al Mediterraneo sino alle frontiere ottocentesche napoleoniche in Europa quando nasce il passaporto.

Tuscania giovedi 25 luglio ore 18.30

Inizia con una lettura di  brani dalla collettanea “Sconfinate. Terre di confine e storie di frontiera” (Rosenberg&Sellier): sette casi che vengono intervallati da un intervento a braccio di Emanuele Giordana, curatore del volume. Le letture sono  piane, non teatrali ma volutamente “fredde” che addentrano il lettore nella storia di questa o quella frontiera. Subito dopo, o subito prima, Giordana spiega a braccio dettagli, personaggi, ambienti con dei piccoli travestimenti che, con i vari cambi di abito, trasportano lo spettatore anche in un’atmosfera visiva e immaginifica. Sullo sfondo si susseguono delle mappe geografiche che aiutano a capire dove ci si trova geograficamente. Lo scopo è semplicemente quello di rendere la complessità del confine, la sua varietà, la sua crudeltà. Non strumento di difesa, come lo si vorrebbe, ma di offesa. Non ponte ma muro. La prima presentazione della piece è avvenuta a Trani durante “I dialoghi” nel 2018 ma da allora si è evoluta e arricchita.



Il programma dei film del Festival a Tuscania Edizione 2019
Tutto il programma della tre giorni tuscanese


domenica 28 ottobre 2018

Lo sfascio del fascio. La ferita urbanistica di Lecce

Razionalismo vs barocco
Chiunque abbia avuto modo di visitare Lecce non può che essere rimasto  stupefatto dalla bellezza del barocco seicentesco che attraversa l'intera città. Feudatari assenteisti e in cerca di esibizione, notabili e possidenti, ordini religiosi e alti prelati ne fecero una città di bellezza struggente e che è oggi assai ben conservata e pulitissima. Persino la terribile pletora di negozietti d'artigianato "locale"  prodotto in serie con le immancabili tagliatelle trafilate hanno qui, assai meno che altrove, una presenza che alla fine non disturba se uno pensa, per fare un esempio,  a cosa è diventata oggi Corso Vittorio Emanuele a Roma e le vie attorno al Vaticano: paccottiglia e paninazzi conditi da bottigliette di minerale a due euro accanto all'immagine del Papa. Ma a Lecce si passeggia volentieri cullati dal forte colore ocra che avvolge tutta la città e, in questa occasione, accolti da un festival (Conversazioni sul futuro) che celebra una lunga continuità e che quest'anno ha invitato 250 tra scrittori, registi, saggisti e chi più ne ha ne metta. Coniugare la bellezza alla cultura: c'è di meglio? Tutto bene sinché  non si arriva a Piazza Sant'Oronzo, il santo cui si deve - così vuole il credo non solo popolare - la salvezza di queste terra dalla peste.

Starace: irriducibile
 Qui il Duce e i gerarchi locali - sorvegliati dall'occhiuto Achille Starace che era di queste parti - vollero fare della piazza principale della città l'araldo indelebile dell'Impero che di li a poco doveva andare verso il suo crollo rovinoso. Oggi è una ferita aperta. La piazza convive con resti romani, medievali, rinascimentali e con le orribili forme razionaliste che culminano in un Arengario grande come quello di Milano sotto cui campeggia - in un accostamento che sembra quasi comico  - l'ingresso di un Mc Donald, catena alimentare  che fa oggettivamente a pugni con la raffinata cucina del Salento.


lunedì 1 settembre 2014

Danza macabra


La sofferenza del corpo infividuale e del corpo sociale
Medici Senza Frontiere e Emanule Giordana
Festival Oriente Occidente
Oggi alle ore 17
Giardino della Danza - Rovereto, via Roma ore 17

LINGUAGGI
Corpi in conflitto


La distinzione tra corpo e anima, tra corpo e mente, ha segnato per secoli le dottrine di filosofi, pensatori, teologi e scienziati. Eppure al di là delle teorie e delle interpretazioni, l’uomo appare come quella singolarissima sintesi tra due mondi solo all’apparenza così diversi e antitetici. Anzi risulta essere la dimostrazione più chiara che non c’è alternativa ma solo unità.
E così il corpo pare riprendersi una rivincita come parte della comprensione che gli esseri umani possono avere del mondo materiale e spirituale, come strumento di conoscenza, come termometro al quale non possiamo opporre bugie, fantasie e  nemmeno pazzie e false realtà. Ecco perché la sezione Linguaggi parte proprio da qui, dal corpo e dai corpi che si incontrano, si scontrano, si avvicinano e si allontanano, che talvolta si immolano e trovano pace, che ci trasmettono elementi e figure degli altri uomini, della terra, della natura.
In un mondo sempre più immateriale restano solo i corpi a riportarci al vero, a impedirci di mentire e mentirci?
Studiosi, testimoni, giornalisti, artisti ci aiutano a comprendere la contemporaneità fatta di corpi che migrano tra continenti, che soccombono a una natura contaminata, svilita e distrutta, che vivono lo stato di guerra continua dell’illegalità e del malaffare, che vengono annientati dai conflitti tecnologici e dalle nuove forme di fanatismo e dai terrorismi. Ma ci svelano anche come il corpo, là dove sembra più minato, si dimostra anche l’unico in grado di offrirci nuove prospettive quasi a dirci che in un momento così privo di punti di riferimento forse dobbiamo ripartire proprio da qui.
Henry Dunant, padre del diritto umanitario