Visualizzazioni ultimo mese

Cerca nel blog

Translate

Visualizzazione post con etichetta Sumqayit. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sumqayit. Mostra tutti i post

lunedì 5 gennaio 2015

La fucina del jihad


 La guerra afgana e in Pakistan grande affluente per il fiume che alimenta le brigate islamiche internazionali. Il caso dell'Azerbaigian

Una guerra, poco importa se civile o dichiarata o – come nel caso afgano o iracheno – addirittura considerata “conclusa”, è sempre un ottimo serbatoio per combatterne un'altra. E' storia sin dai tempi dei mercenari reclutati per soldo o competenze, ma recentemente questo fenomeno ha preso un nuovo abbrivio. Forse da quando, durante la guerra di Bosnia, si creò una brigata di mujaheddin, sostenuti dai Paesi del Golfo e dall'Iran ma anche dall'Occidente: molti di loro rimasero in piccole enclave radicali in territorio bosniaco oppure trasmigrarono verso nuove frontiere che potevano garantire loro un salario e la continuazione del jihad su altri fronti. Questa storia poco indagata sulle motivazioni (ideologiche, finanziarie, religiose o per senso di giustizia) e che ha contagiato anche i musulmani di seconda generazione “integrati” nelle nostre società, si spalma lungo lontanissimi confini. E proprio l'Afghanistan, col vicino Pakistan, è un affluente primario di quel fiume jihadista che alimenta i conflitti più recenti e che sembra ormai coinvolgere tutto il mondo, dall'Australia all'Azerbaijan.