Una
guerra, poco importa se civile o dichiarata o – come nel caso
afgano o iracheno – addirittura considerata “conclusa”, è
sempre un ottimo serbatoio per combatterne un'altra. E' storia sin
dai tempi dei mercenari reclutati per soldo o competenze, ma
recentemente questo fenomeno ha preso un nuovo abbrivio. Forse da
quando, durante la guerra di Bosnia, si creò una brigata di
mujaheddin, sostenuti dai Paesi del Golfo e dall'Iran ma anche
dall'Occidente: molti di loro rimasero in piccole enclave radicali in
territorio bosniaco oppure trasmigrarono verso nuove frontiere che
potevano garantire loro un salario e la continuazione del jihad su
altri fronti. Questa storia poco indagata sulle motivazioni
(ideologiche, finanziarie, religiose o per senso di giustizia) e che
ha contagiato anche i musulmani di seconda generazione “integrati”
nelle nostre società, si spalma lungo lontanissimi confini. E
proprio l'Afghanistan, col vicino Pakistan, è un affluente primario
di quel fiume jihadista che alimenta i conflitti più recenti e che
sembra ormai coinvolgere tutto il mondo, dall'Australia
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lunedì 5 gennaio 2015
La fucina del jihad
Una
guerra, poco importa se civile o dichiarata o – come nel caso
afgano o iracheno – addirittura considerata “conclusa”, è
sempre un ottimo serbatoio per combatterne un'altra. E' storia sin
dai tempi dei mercenari reclutati per soldo o competenze, ma
recentemente questo fenomeno ha preso un nuovo abbrivio. Forse da
quando, durante la guerra di Bosnia, si creò una brigata di
mujaheddin, sostenuti dai Paesi del Golfo e dall'Iran ma anche
dall'Occidente: molti di loro rimasero in piccole enclave radicali in
territorio bosniaco oppure trasmigrarono verso nuove frontiere che
potevano garantire loro un salario e la continuazione del jihad su
altri fronti. Questa storia poco indagata sulle motivazioni
(ideologiche, finanziarie, religiose o per senso di giustizia) e che
ha contagiato anche i musulmani di seconda generazione “integrati”
nelle nostre società, si spalma lungo lontanissimi confini. E
proprio l'Afghanistan, col vicino Pakistan, è un affluente primario
di quel fiume jihadista che alimenta i conflitti più recenti e che
sembra ormai coinvolgere tutto il mondo, dall'Australia
all'Azerbaijan.
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