Barak Obama non si limiterà a tenere in Afghanistan un migliaio di soldati a fine 2016. Il presidente americano lascerà quasi diecimila uomini a guardare le basi aeree e a sostenere l'esercito afgano. Saranno in totale 9.800 soldati (il che a conti fatti equivarrà a una presenza di 30mila persone tra contractor, logistica, seconda linea). Una decisione che tiene conto dell'evoluzione sul terreno, delle pressioni afgane e interne americane (repubblicane ma non solo) ma che probabilmente ha a che vedere anche con le nuove minacce che gravano sugli equilibri mondiali, a cominciare dal rafforzamento della volontà espansiva russa.
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venerdì 16 ottobre 2015
Washington/Kabul: restiamo
Barak Obama non si limiterà a tenere in Afghanistan un migliaio di soldati a fine 2016. Il presidente americano lascerà quasi diecimila uomini a guardare le basi aeree e a sostenere l'esercito afgano. Saranno in totale 9.800 soldati (il che a conti fatti equivarrà a una presenza di 30mila persone tra contractor, logistica, seconda linea). Una decisione che tiene conto dell'evoluzione sul terreno, delle pressioni afgane e interne americane (repubblicane ma non solo) ma che probabilmente ha a che vedere anche con le nuove minacce che gravano sugli equilibri mondiali, a cominciare dal rafforzamento della volontà espansiva russa.
domenica 31 agosto 2014
Aggiornamenti in pillole (Afghanistan, Pakistan, Mogherini/Ue, Obama/Is)
Afghanistan: il braccio di ferro tra Ghani e Abdullah continua. L'accordo finale tra i due (per un governo - diremmo noi - di larghe intese) è a un punto morto: Abdullah vorrebbe che il futuro primo ministro (lui o un uomo suo) sia di fatto a capo del gabinetto dei ministri, come avviene da noi. Ghani, non a torto, sostiene che invece debba essere il presidente, come avviene in tutte le repubbliche presidenziali. E' chiaro che chi comanda sul gabinetto comanda sul Paese. Come se ne esce?
Pakistan: volge al peggio il braccio di ferro tra Qadri-Imran Khan e Nawaz Sharif. Scontri con la polizia e, alle 10 di stamane (ora italiana), già tre morti e centinaia di feriti a Islamabad. Lo scontro diventa violento.
Mogherini/Ue: come non complimentarsi? Renzi vince il round europeo e piazza una donna italiana seria e preparata la cui posizione più morbida con Mosca (tanto da essere accusata di essere filo russa) è una speranza che i venti di guerra sull'Ucraina si attenuino. Ora il compito più difficile: dimostrare di essere all'altezza di uno dei mandati più difficili della Ue
Pakistan: volge al peggio il braccio di ferro tra Qadri-Imran Khan e Nawaz Sharif. Scontri con la polizia e, alle 10 di stamane (ora italiana), già tre morti e centinaia di feriti a Islamabad. Lo scontro diventa violento.
lunedì 26 maggio 2014
Buone notizie dal quadrante Sud
Con
un doppio gesto distensivo il premier pachstano Nawaz Sharif si è
recato oggi in India, dove Narendra Modi diventa ufficialmente primo ministro dell'Unione, per presenziare all'investitura cui si è
presentato con un regalo: la liberazione di 151 prigionieri indiani
(pescatori e relativi pescherecci) detenuti nelle carceri pachistane.
Buona volontà che riapre forse le porte a un dialogo difficile,
congelatosi dopo l'attacco a Mumbai del 2008.
Da segnalare anche la visita a sorpresa (ieri sera) di Barack Obama in Afghanistan. Un presidente fiducioso che il patto bilaterale di sicurezza (Bsa) sarà formato dal futuro capo di Stato afgano. Obama non ha incontrato Karzai (che quella firma ha negato) e ala sua visita ha avuto come teatro solo la base di Bagram.
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