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| Pol Pot |
La
Corte straordinaria della Cambogia, un organismo giuridico misto
creato dall’Onu, ha condannato ieri a
Phnom Penh per
genocidio Nuon Chea e Khieu Samphan, gli ultimi due capi
khmer
rossi
al vertice della Kampuchea Democratica di Pol Pot, artefice
di uno dei maggiori stermini di massa della seconda metà del secolo
scorso. I due vecchi sono già stati condannati all’ergastolo per
crimini contro l’umanità ma la rilevanza della notizia sta
nell’uso di quella parola: “genocidio”. Che,
finora, non era mai stata usata ufficialmente e legalmente nelle
sentenze di una corte che non prevede la pena capitale e che dunque
non ha potuto che reiterare la condanna già in essere alla catena
perpetua.
