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giovedì 29 giugno 2023

Auguri a chi entra e chi esce. Viva il manifesto!

                           

Mentre faccio gli auguri ad Andrea Fabozzi per la nuova direzione de il manifesto, saluto con affetto
quella uscente di Norma Rangeri e di Tommaso Di Francesco, che hanno incarnato forse il periodo più attivo della mia ormai trentennale collaborazione col giornale sul quale uscì il mio primo articolo quando avevamo appena fondato “Lettera22”, un’associazione, come il manifesto, dalla parte del torto anche se con vent’anni di storia in meno. Per evitare le retorica, sempre in agguato nelle celebrazioni anche minime, mi piace però ricordare come sia stato proprio il manifesto a levarmi dalle secche in cui il fallimento dell’Avanti! mi aveva trascinato, primo giornale italiano ad annunciare la crisi dell’editoria cartacea che si sommava alla burrasca in cui Tangentopoli lo stava affogando. 

Avevo conosciuto Tommaso nella storica sede di via Tomacelli, sede allora di entrambi i quotidiani, perché ci scambiavamo le agenzie. E così quella casuale frequentazione professionale, alternata a brevi conversazioni, si era dimostrata la via per arrivare al giornale per cui sempre mi sarebbe piaciuto scrivere. Temevo che il mio passato all’Avanti mi avrebbe penalizzato ma Tommaso non ne fece neppure parola. Da allora son passati trent’anni che sembrano ieri e il manifesto, se invecchiano i suoi direttori e i suoi collaboratori, è ancora lì. Resto in quest’alveo libertario che mi ha insegnato e non mescolare i fatti con le opinioni ma a mischiarli col senso critico. Condimento che non può mai mancare.

mercoledì 16 dicembre 2015

Ricordando Mario Dondero

Il dolore è profondo e temo, per certi versi, inconsolabile. Soprattutto per chi Mario lo ha conosciuto e ne ha tratto non pochi insegnamenti così che ora quel vuoto è maledettamente profondo e incolmabile.

 Tant'è: è bello come Mario viene ricordato. Tra le tante cose uscite (le tre pagine sul manifesto ad esempio coi bei pezzi, tra gli altri, di Tommaso di Francesco, Angelo Ferrracuti, Mastrandrea e Boccia ma anche Gnoli e Smargiassi su Repubblica), segnalo un po' di cosette: il delicato e completo ricordo  dedicatogli da Valentina Redaelli su radiopopolare.it; il video montato da pagina99 (che sabato esce con delle foto inedite scattategli da Monika Bulaj due anni fa) e che riproduco qui sotto*:




Infine alcuni sonori di Mario con Goffredo Fofi (erano molto amici) che trovate qui sul sito de Lo Straniero (da cui è tratta l'immagine in alto a destra).

Qui sotto invece una delle "preferite" di Mario: Le deserteur di Boris Vian, cantata da Marcel Mouloudji



E ancora questa versione jazz di "Odio l'estate" (che Mario adorava anche nell'originale di Bruno Martino). Si passavan ore su Youtube a trovare colonne sonore per cucinare al meglio il risotto



Un forte abbraccio a Laura che lo ha accompagnato sino alla fine e ai suoi tre figli

* Le immagini con cui è stato realizzato questo video sono tratte dal documentario Calma e gesso, di Marco Cruciani