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sabato 4 febbraio 2012

MISSIONI ALL'ESTERO, COME ORIENTARSI

La "Conversione in legge del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 215, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché disposizioni urgenti per l'Amministrazione della difesa" ( numero 4864) dà mandato per un anno al Governo e al Tesoro di dar via alle nostre missioni all'estero. E' stato appena approvato dalla Camera e tutta l'attività parlamentare (testo, emendamenti, discussioni) si può leggere sul sito della Camera.

Una chiosa sulla legge e il dibattito che riguarda il rifinanziamento, si può leggere in questa sintesi critica di G. Battiston, con due elementi aggiuntivi che suggeriamo: l' articolo 7 della legge, che tratta degli interventi di cooperazione civile in Afghanistan e Pakistan (con una spesa autorizzata su 12 mesi di euro 34.700.000 ), e l' Odg, approvato contestualmente, che tratta dell'iniziativa di Afgana a favore della società civile afgana.

A differenza delle precedenti leggi (semestrali) questa volta la legge ha effetto dal 1o gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 (annuale).

Ho letto su "Europa" un articolo a proposito della legge scritto da Federica Mogherini (che la considera un passo avanti) e nel quale sostiene che "cala di circa 200 unità la presenza militare in Afghanistan". In realtà questo passaggio nella legge non l'ho trovato ma credo che si riferisca a quanto ha fatto sapere, piuttosto informalmente, la Difesa, senza però che mi risulti per ora un dato certo e su quale mi pare che il ministro Di Paola sia rimasto piuttosto vago (sarebbe comunque un ritiro di meno del 5% della truppa attualmente impiegata, onestamente poco più che simbolico).

venerdì 3 febbraio 2012

MA L'OPZIONE CIVILE LATITA

Più o meno dal 2007 sentiamo ripetere che, per l'Afghanistan, è venuta l'ora di trovare un'alternativa alla mera opzione militare. Temo che siano solo parole come i fatti documentano. Limitiamoci all'Italia: due giorni fa la Camera ha trasformato in legge il dl sulle missioni all'estero. Con un piccolo giallo: sembrava che il capitolo 7, relativo alle spese di cooperazione civile, fosse scomparso. Ma nella versione definitiva, il capitolo 7 c'è. Vediamo cosa dice.

Dice che, a fronte di una spesa per il contingente militare di quasi 748 milioni di euro, a cui si aggiungono poco più di 3 milioni per le attività della Guardia di finanza e 3 milioni e mezzo per l'assistenza italiana nell’addestramento dell’esercito e della polizia afgani (meno di quanto richiesto da Kabul), per la cooperazione allo sviluppo, sono stanziati 34 milioni e 700mila euro, da distribuire tra le attività in Afghanistan e quelle in Pakistan. A conti fatti, si tratta più o meno del 5% del totale della spesa militare che, sia detto en passant, era tre anni fa di circa la metà rispetto all'attuale. Se poi si divide col machete per due, all'Afghanistan andrebbe il 2,5% (in realtà di più).

Inversione di rotta? A me non pare. Voi che ne dite?

venerdì 29 luglio 2011

TRE MONTI E IL GIOCO DELLE TRE CARTE

Un capolavoro di geometria finanziaria smentisce le già scarse buone notizie sul decreto di rifinanziamento delle missioni all'estero appena votato al Senato. Apparentemente ha aumentato i fondi di cooperazione civile di ben 16 milioni ma non è affatto così. Quell'aumento non solo è del tutto virtuale e probabilmente non ci sarà mai, ma sottrarrà anzi risorse alle già smilze casse della Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri

Questa volta
il ministro Tremonti l'ha fatta davvero bella. Un capolavoro di diabolica geometria finanziaria o, se si preferisce, il trasferimento in Parlamento del gioco delle tre carte. Quelle dove si punta tutto su una figura che poi, come http://www.blogger.com/img/blank.gifd'incanto, sparisce. La notizia arrivata ieri sui giornali nazionali era infatti che il decreto sul rifinanziamento delle missioni all'estero appena votato al Senato ha aumentato i fondi di cooperazione civile di ben 16 milioni. Un miracolo in tempi di tagli al spesa. Applausi che forse hanno anche convinto i più riottosi senatori del Pd ha votare a favore della legge. Ma non è affatto così. Quell'aumento non solo è del tutto virtuale e probabilmente non ci sarà mai, ma sottrarrà anzi risorse alle già smilze casse della Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri. (Mae).

Il trucco contabile, degno del re dei commercialisti e messo a punto dal Tesoro (Mef) è così sottile che nemmeno l'opposizione se n'è accorta. Poi, a tarda sera e facendo bene i conti, la verità è saltata fuori. Carta vince, carta perde...(segue su Lettera22)

mercoledì 6 luglio 2011

IL VOTO SULLE MISSIONI ALL'ESTERO

Alla vigilia della discussione sull'ennesimo rinnovo del decreto che ogni sei mesi rifinanzia le nostre missioni all'estero, nella basilica di Santa Maria degli Angeli ieri a Roma si svolgevano i funerali del caporal maggiore capo Gaetano Tuccillo ucciso in Afghanistan. La morte di Tuccillo, così come il decreto, rimbalzano in parlamento il dilemma della guerra come se a ricordarlo dovesse sempre essere o un esercizio di bilancio o la morte di un soldato italiano su un fronte lontano. Inutile stupirsi. Va sempre così.

La morte di un soldato – eroe per un giorno – così come la nota a piè di lista per le operazioni militari serve di solito a una polemica spiccia che si esaurisce in poche ore e qualche maldipancia. Oggi è soprattutto la Lega a cavalcarlo...Segue su Lettera22

martedì 2 marzo 2010

IL DIFFICILE BILANCIO DELLE VTTIME CIVILI

Conoscere la verità sull'Operazione Moshtarak non sarà facile. E' sempre difficile infatti avere dati certi mentre è in corso un combattimento o un'operazione militare su larga scala: distinguere cioè la propaganda da ciò che succede realmente.
A complicare ulteriormente la situazione arriva, battono le agenzie di stampa, una norma che vieta di riprendere gli attacchi sferrati dagli insorti, una nuova direttiva del governo di Hamid Karzai, secondo cui in questo modo si sosterrebbe semplicemente la causa dei «nemici» del Paese, assicurando loro propaganda gratuita. La Direzione nazionale per la sicurezza (Nds) fa sapere che i giornalisti potranno filmare solo i momenti successivi agli attacchi .- nel rispetto dell'articolo 7 della legge per la sicurezza nazionale – e dopo aver ottenuto il consenso dei servizi d'intelligence locali. I reporter che non si atterranno alla nuova direttiva....rischieranno l'arresto e il sequestro del materiale in loro possesso. Una pessima notizia.

In mancanza di dati certi sulle vittime civili ci affidiamo alle fonti ufficiose che abbiamo raccolto da personale locale degli organismo internazionali: notizie ufficiose proprio perché ancora non è possibile una certificazione esatta di quanto accade o è accaduto. Le fonti raccolte da Lettera22 dicono che i dati ufficiali segnalano 16 vittime, ma che si tratta di un bilancio che però potrebbe in realtà essere di almeno 36. Esiste anche una valutazione di 150 vittime dell'Operazione ma è quest'ultimo un dato che non ha conferme valide per ora anche perché in molti casi l'accezione “dispersi” significa solo che, per ora, una data persona non risponde all'appello. Infine è difficile ancora valutare a chi si possano attribuire le vittime (se alla Nato o agli insorti).

Significativo invece il dato (ufficiale) di oltre 4200 famiglie sfollate nel periodo 8-24 febbraio dall'area operativa (e che hanno fatto capo a Lashkar Gah, capitale dell'Helmand): in totale circa 28mila persone. Il dato significativo però è che dal 25 non si segnalano più spostamenti dall'era di Marjah ma anzi il rientro di circa 360 famiglie. Le fonti segnalano altri due elementi: la presenza di Ied (manufatti esplosivi) sulle strade, che è dunque un elemento che frena gli spostamenti e aumenta il rischio di vittime civili e il fatto che, nonostante le operazioni di bonifica durante il giorno, nella notte gli Ied tornano sulla strada. L'accesso o l'uscita dall'aera è dunque molto limitato essenzialmente per la presenza di ordigni e mine.

Altro elemento di preoccupazione è l'espansione delle operazioni militari nella provincia di Kandahar dove, solo nelle ultime 24 ore, si sono verificati tre attentati importanti solo in città e in una situazione di estrema tensione.

Sul fronte italiano resta da segnalare l'utlimo passaggio oggi a Monecitorio della conversione in legge del decreto missioni.