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giovedì 10 aprile 2014

Il giorno dopo la strage al mercato. Islamabad respinge l'ipotesi beluci

Il ministro dell'Interno Nisar.
 E' il fautore della linea dura
Il ministero dell'Interno non crede alla rivendicazione beluci dell'attentato di ieri al mercato di Islamabad. E' l'ultimo aggiornamento su una vicenda nella quale era già salito a 24 ieri sera il numero delle vittime dell'ennesima strage in Pakistan. Oltre cento i feriti Una strage che non ha eguali, nella capitale, dai tempi di quella avvenuta all'Hotel Marriot di Islamabad nel 2008. Ma l'episodio non si può ascrivere alla routine cui le vicende del Paese dei puri ci hanno abituato. La strage di ieri mattina, particolarmente odiosa perché avvenuta in un affollato mercato nella zona di Sabzi Mandi, tra Islamabad e Rawalpindi, avviene infatti mentre è in corso un faticoso negoziato di pace tra il governo e il Ttp, la sigla dei talebani pachistani, entrati in guerra con gli empi governi di Islamabad nel 2007 sulle orme e su ispirazione dei confratelli afgani. E' una guerra civile che esce dai confini delle aree tribali e dilaga nelle altre province e che, in soli sei anni, uccide 50mila persone. Poi, con l'arrivo del premier Nawaz Sharif al governo, la svolta. Seppur faticosamente inizia un negoziato, già prima tentato e più volte fallito. E' la volta buona?