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giovedì 14 maggio 2026

Lost Land su due lati del confine all'Anteo di Milano


 Lunedì 18/05/2026

ore 19.15

 Anteo Palazzo Del Cinema - 

Milano








Prima di Lost Land, lungometraggio del giapponese Akio Fujimoto  dedicato alla vicenda dei Rohingya divisi tra Birmania e Bangladesh, Giuliano Battiston ed io presentiamo "Su due lati del confine", un saggio appena pubblicato da Add che ricostruisce la drammatica storia di un popolo apolide diviso dal confine tra le due nazioni asiatiche. Per biglietteria e altro clicca qui 

Lost Land

Genere: Dramma

Lingua: Italiano

Regia: Akio Fujimoto

Anno: 2025

Con: Muhammad Shofik Rias Uddin, Shomira Rias Uddin

Nella speranza di ricongiungersi con la loro famiglia, il piccolo Shafi, quattro anni, e la sorella Somira, nove, lasciano un campo profughi Rohingya in Bangladesh per intraprendere un pericoloso viaggio verso la Malaysia.

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Myanmar e Bangladesh sono divisi da un confine di poco più di 250 chilometri, segnati per buona parte da un fiume e da una piccola catena montuosa. Argine al mescolamento e allo stesso tempo membrana porosa tra i due Paesi, la frontiera è teatro di conflitti e stravolgimenti politici che riguardano soprattutto la minoranza etnica dei Rohingya, perseguitata sistematicamente da anni e priva di cittadinanza. Questo libro, un reportage inchiesta che si dipana sui due lati di quel confine, è un lavoro a quattro mani con un caro amico e collega, Giuliano Battiston,  che vede la prefazione della nostra sorellina di Lettera22, Paola Caridi.


lunedì 6 aprile 2026

Su due lati del confine: 9 aprile la presentazione a Roma


Giovedì 9 aprile ore 19.00 | Shell Libreria Bistrot,  Vicolo della Fontana, 28 

Giuliano Battiston Paola Caridi Emanuele Giordana

M
yanmar e Bangladesh sono divisi da un confine di poco più di 250 chilometri, segnati per buona parte da un fiume e da una piccola catena montuosa. Argine al mescolamento e allo stesso tempo membrana porosa tra i due Paesi, la frontiera è teatro di conflitti e stravolgimenti politici che riguardano soprattutto la minoranza etnica dei Rohingya, perseguitata sistematicamente da anni e priva di cittadinanza. Questo libro, un reportage inchiesta che si dipana sui due lati di quel confine, è un lavoro a quattro mani con un caro amico e collega, Giuliano Battiston,  che vede la prefazione della nostra cara sorellina di Lettera22, Paola Caridi.


Il libro sarà nelle librerie agli inizi di aprile. Sono molto grato alle edizioni Add per averci guidato nella stesura e aver accettato il progetto su questo popolo, è il caso di dirlo, davvero dimenticato dopo la fiammata di attenzione tra il 2016 e l'agosto del 2017 quando oltre 800mila rohingya si rifugiarono in Bangladesh. Avevo seguito la vicenda allora e ho continuato a seguirla negli anni con un viaggio a Sittwe poco prima che le autorità sigillassero il Rakhine nel 2020 per il Covid. Un sigillo cui ne seguì un altro ben più tragico: il golpe militare del 2021 e, adesso, la morsa dell'Arakan Army cui manca solo la conquista di Sittwe e del porto di Kyaukpyu

Giuliano intanto batteva le strade del Bangladesh - dove ero stato nel dicembre 2016 ma in cui da allora non ho più messo piede - per documentare come vive l'enorme diaspora che si è formata dopo la fuga e l'espulsione dal Myanmar. Questo lavoro è il tentativo di restituire ai Rohingya la dignità che la Storia gli ha levato giorno dopo giorno negli ultimi decenni. Che in parte potrebbe essergli restituita anche dall'attesa sentenza della Corte di giustizia dell'Aia (forse entro quest'anno) dove il Myanmar è stato accusato di genocidio.

martedì 24 marzo 2026

Su due lati del confine. Rohingya, cronache di un popolo perseguitato


Myanmar e Bangladesh sono divisi da un confine di poco più di 250 chilometri, segnati per buona parte da un fiume e da una piccola catena montuosa. Argine al mescolamento e allo stesso tempo membrana porosa tra i due Paesi, la frontiera è teatro di conflitti e stravolgimenti politici che riguardano soprattutto la minoranza etnica dei Rohingya, perseguitata sistematicamente da anni e priva di cittadinanza. Questo libro, un reportage inchiesta che si dipana sui due lati di quel confine, è un lavoro a quattro mani con un caro amico e collega, Giuliano Battiston,  che vede la prefazione della nostra cara sorellina di Lettera22, Paola Caridi.


Il libro sarà nelle librerie agli inizi di aprile. Sono molto grato alle edizioni Add per averci guidato nella stesura e aver accettato il progetto su questo popolo, è il caso di dirlo, davvero dimenticato dopo la fiammata di attenzione tra il 2016 e l'agosto del 2017 quando oltre 800mila rohingya si rifugiarono in Bangladesh. Avevo seguito la vicenda allora e ho continuato a seguirla negli anni con un viaggio a Sittwe poco prima che le autorità sigillassero il Rakhine nel 2020 per il Covid. Un sigillo cui ne seguì un altro ben più tragico: il golpe militare del 2021 e, adesso, la morsa dell'Arakan Army cui manca solo la conquista di Sittwe e del porto di Kyaukpyu

Giuliano intanto batteva le strade del Bangladesh - dove ero stato nel dicembre 2016 ma in cui da allora non ho più messo piede - per documentare come vive l'enorme diaspora che si è formata dopo la fuga e l'espulsione dal Myanmar. Questo lavoro è il tentativo di restituire ai Rohingya la dignità che la Storia gli ha levato giorno dopo giorno negli ultimi decenni. Che in parte potrebbe essergli restituita anche dall'attesa sentenza della Corte di giustizia dell'Aia (forse entro quest'anno) dove il Myanmar è stato accusato di genocidio.