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Visualizzazione post con etichetta Paola Caridi. Mostra tutti i post
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lunedì 6 aprile 2026

Su due lati del confine: 9 aprile la presentazione a Roma


Giovedì 9 aprile ore 19.00 | Shell Libreria Bistrot,  Vicolo della Fontana, 28 

Giuliano Battiston Paola Caridi Emanuele Giordana

M
yanmar e Bangladesh sono divisi da un confine di poco più di 250 chilometri, segnati per buona parte da un fiume e da una piccola catena montuosa. Argine al mescolamento e allo stesso tempo membrana porosa tra i due Paesi, la frontiera è teatro di conflitti e stravolgimenti politici che riguardano soprattutto la minoranza etnica dei Rohingya, perseguitata sistematicamente da anni e priva di cittadinanza. Questo libro, un reportage inchiesta che si dipana sui due lati di quel confine, è un lavoro a quattro mani con un caro amico e collega, Giuliano Battiston,  che vede la prefazione della nostra cara sorellina di Lettera22, Paola Caridi.


Il libro sarà nelle librerie agli inizi di aprile. Sono molto grato alle edizioni Add per averci guidato nella stesura e aver accettato il progetto su questo popolo, è il caso di dirlo, davvero dimenticato dopo la fiammata di attenzione tra il 2016 e l'agosto del 2017 quando oltre 800mila rohingya si rifugiarono in Bangladesh. Avevo seguito la vicenda allora e ho continuato a seguirla negli anni con un viaggio a Sittwe poco prima che le autorità sigillassero il Rakhine nel 2020 per il Covid. Un sigillo cui ne seguì un altro ben più tragico: il golpe militare del 2021 e, adesso, la morsa dell'Arakan Army cui manca solo la conquista di Sittwe e del porto di Kyaukpyu

Giuliano intanto batteva le strade del Bangladesh - dove ero stato nel dicembre 2016 ma in cui da allora non ho più messo piede - per documentare come vive l'enorme diaspora che si è formata dopo la fuga e l'espulsione dal Myanmar. Questo lavoro è il tentativo di restituire ai Rohingya la dignità che la Storia gli ha levato giorno dopo giorno negli ultimi decenni. Che in parte potrebbe essergli restituita anche dall'attesa sentenza della Corte di giustizia dell'Aia (forse entro quest'anno) dove il Myanmar è stato accusato di genocidio.

venerdì 20 ottobre 2023

Isarele vs Gaza. Grazie per i talk show ma preferisco Paola


Su cose che non conosco ho bisogno di sentire persone di cui mi fido. Che siano competenti della materia e non solo frequentatori saltuari, e che siano posati nel giudizio, che non vogliano cioè trasformare una discussione in uno scontro a fuoco. Premesso che non ho la televisione, la formula dei talk show tv mi ha veramente stufato perché purtroppo mi pare che, salvo rare occasioni,  privilegi tuttologi e forcaioli. Sulla vicenda di Gaza mi sono fatto la mia idea ma se devo capirci qualcosa di più sento Paola Caridi, presidente di Lettera22 e che non è solo una vecchia amica. Competente? Dieci anni a Gerusalemme e due al Cairo e diversi libri al suo attivo. L'ultimo uscito in America con l'aggiunta di due nuovi capitoli e di cui posto la copertina.

Oggi fa una lunga riflessione che consiglio il cui tema centrale sono i civili. O forse meglio dire, gli esseri umani. Trattati come le pedine di un risiko che si gioca sulla pelle delle persone.

qui il video che ho postato sul mio canale youtube: clicca


venerdì 8 giugno 2018

Sconfinate in una Marina di libri

All'orto botanico di Palermo (via Lincoln 2)
al Festival  Una marina di libri 

Sabato 9 giugno alle ore 18.00 nella Serra Tropicale


Paola Caridi ed Emanuele Giordana
parlano di confini e frontiere


a partire dal volume  Sconfinate. Terre di confine e storie di frontiera



Che cosa unisce il Sahara all’Ucraina, Haiti e il Congo, il Pakistan e il Myanmar? La storia di comunità divise da linee tracciate sulla carta, confini che cambiano provocando deportazioni di intere popolazioni, monarchi che non vogliono abbandonare il loro scranno, frontiere illegali che creano ghetti, lasciti coloniali che provocano guerre…


In questo volume – scritto a più mani e curato da Emanuele Giordana senza intenti di esaustività ma rappresentativo delle differenti tipologie di frontiere contese – si racconta la geopolitica dei confini analizzando alcuni casi emblematici, per concludere con un inquadramento storico e letterario sul concetto di confine, un’analisi sociologica sulla sua mediatizzazione come nel caso delle tragedie del Mediterraneo e uno sguardo a una situazione di portata globale più emblematica tra quelle attuali che si va consumando attorno al 38° parallelo.

mercoledì 16 aprile 2014

Tre modi (anzi quattro) di dire (fare) Pace


Uno. Questi baldi signori con la maglietta gialla e la bici vengono dai Paesi scandinavi...in bicicletta, appunto. Fanno parte di un'associazione - Bike for Peace - che, appoggiandosi a organizzazioni pacifiste in giro per il mondo, incontrano cittadini, sindaci e parlamentari col loro messaggio di pace. E' successo qualche giorno fa a Roma ed eccoli qui con alcuni parlamentari del Movimento 5 stelle davanti a Montecitorio, accompagnati da Lisa Clark (Beati i costruttori di pace e Afgana). Anche altri parlamentari del Pd e di Sel si sono affacciati (in aula si stava vootando il che in parte giustifica gli assenti).  Un modo di dire Pace anche questo. Pedalando  

sabato 19 maggio 2012

LE DOMANDE DI BRINDISI

La strage alla scuola di Brindisi richiede che ci si fermi un momento a pensare. Alle vittime, ovviamente ma anche a quello che sta accadendo, a cominciare dall'Ansaldo. Difficile trovare le parole che dunque prendo in prestito dalla mia amica e blogger Paola Caridi che sul suo blog invisiblearabs ha scritto una riflessione che contiene tre elementi: il tempo, le vittime appunto, e il luogo (il Sud). Condivido in pieno anche se è un post solo di domande. Ma è anche il tempo di iniziare a farsele

giovedì 3 dicembre 2009

FB CENSURA PAOLA CARIDI

Quale che sia il motivo per cui siete arrivati al mio blog (i levrieri, le birrette o la guerra afgana) vi prego adesso di fare un salto su quello di Paola Caridi, oggetto di un'odiosissima censura da parte di FaceBook. Paola ha semplicemnte postato sulla scheda di Lettera22, la nostra associazione, le date dei suoi appuntamenti italiani per la presentazione di Hamas, un libro inchiesta sul movimento islamista...ma si è vista canecellare le date da FB con questa delirante motivazione: The event "Hamas" has been removed because it violated our Terms of Use. Among other things, events that are hateful, threatening, or obscene are not allowed. We also take down events that attack an individual or group, or advertise a product or service. Continued misuse of Facebook's features could result in your account being disabled. (il neretto è mio).


Sono senza parole ma la cosa richiede anche una reazione. La prima, mi pare, attestare solidarietà a Paola (credo dia sufficiente per chi non la conosce leggere il suo profilo)scrivendole sul suo seguitissimo blog "Arabi invisibili". Al resto penseremo noi come gruppo chiedendo conto ai soloni di FB. Censurare un libro - per noi che siamo contrari anche alla cancellazione di un delirio come Mein Kampf - è la cosa più odiosa che si possa fare, specie se si cancella la data di un incontro dove se ne può discutere. Anche attaccandolo.

lunedì 2 marzo 2009

HAMAS MANIFESTO


La mia amica Paola Caridi ha scritto un libro: “Hamas, Che cos'è e cosa vuole il movimento radicale palestinese”. Questo è coraggio amici miei! Scrivere un saggio controcorrente quando la corrente è forte. Polemica garantita. Spero che le faccia vendere il libro e che non le procuri troppi mal di testa e di pancia. Ma Paola è bella tosta. Sarà, come diciamo volgarmente noialtri, “...tutto grasso che cola”.
Il libro non l'ho ancora letto anche perché, forse per una sorta di pudore, tra noi di Lettera22 è molto raro che ci si faccia leggere i nostri libri dai pard dell'agenzia prima che siano stati pubblicati. Del resto non ce n'è bisogno. So da quel che Paola dice e scrive cosa c'è nel suo libro. So che segue la “linea ferroviaria”, l'unica cui un bravo giornalista deve ricorrere. L'Espresso gli ha dedicato una breve anticipazione dal titolo “Hamas segreto”. Ma è un titolo giornalistico perché di segreto non c'è nulla. C'è solo la verità per chi la vuol vedere: un gruppo radicale di ispirazione religiosa, su cui anche i servizi segreti israeliani puntarono parecchio all'inizio per indebolire Arafat, che si presenta sulla scena di un paese che non c'è. Un territorio occupato dove, ormai quasi per inerzia burocratica, la responsabilità politica è in mano a una leadership che si distingue per stanchezza e corruzione. Il movimento cresce anche perché non è solo radicale: amministra servizi sociali, si distingue (almeno agli inizi) per onestà intellettuale e purezza ideale, conquista il cuore e la mente dei palestinesi, stanchi dei bla bla della leadership storica. E vince le elezioni.

Il resto è storia recente. Di segreti non ce n'è. La vicenda è sotto gli occhi di tutti. Anche l'uso del terrore e dei razzi oltre confine. Anzi, quella è la storia che si conosce di più. Eppoi c'è quel refrain ricorrente che con loro non si negozia e che quelle elezioni vinte sono solo un incidente di percorso...
Non ho dubbi che Paola saprà spiegarvelo meglio di me. Io leggerò il libro non solo per capire Hamas ma per comprendere oggi chi sono i talebani. Cos'è Hezbollah in Libano. Cosa successe del Fis in Algeria. Perché c'è qualcosa di comune in queste storie di movimenti armati di ispirazione religiosa islamica che forse non abbiamo compreso. E c'è qualcosa da imparare anche per capire realtà lontane.

Il libro esce a giorni per Feltrinelli. Son 224 pagine ma non preoccupatevi. Non è un mattone. Perché il difetto di Paola è che, oltre ad essere una fine analista, sa anche scrivere bene. Vi acchiappa e vi trascina nella Storia con la S maiuscola, ma raccontandovela come una storia con la s minuscola. Sta lì il trucco. E' tutta lì la linea ferroviaria. Enorme successo, vaticinerebbe l'oracolo I Ching.