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| Sana Cheema, pachistana di origine ma bresciana d'adozione. Il Giornale di Brescia ha dato la notizia della sua morte: delitto d'onore. |
progressista pachistano – pubblicava un’inchiesta sulla condizione femminile nel Paese che iniziava così: “Trent'anni fa non erano necessari argomenti ideologici per identificare i mali che opprimevano le donne o per sostenere che la religione le ostacolava… (ma) un'ortodossia resuscitata è stata incoraggiata a negare i loro diritti, che erano stati accettati dopo cento anni di marcia della società musulmana verso riforme liberali… Non è un caso che la prima pagina del rapporto della Commissione sullo status delle donne, cerchi di assolvere la donna dall'accusa di spingere Adamo fuori dal paradiso!...”. L’articolo dava dunque conto di due cose: la prima è che il Pakistan, nato come “paese per i musulmani” ma con una Costituzione laica, aveva riscoperto un’ortodossia che la nascita del Paese dei puri non aveva utilizzato per creare il nuovo Stato nato dalle ceneri del Raj britannico nel 1947. Il Paese aveva dunque fatto un passo indietro. La seconda però era che, nel citare la Commission on the Status of Women dell’Onu, si certificava il fatto che il Pakistan teneva ormai in conto – anche se spesso disattendendole – le nuove regole che anche in quel Paese hanno preso forma. Grazie a un vasto movimento della società civile che preme sulla politica e l’apparato legislativo e che si muove quando una donna è oggetto di violenza. Non sempre, ma assai più di prima
I nemici delle donne pachistane sono dunque la tradizione, che in tutti i Paesi del mondo è maschile, e questa rinata ortodossia religiosa il cui processo di riaffermazione, alimentato dal generale dittatore Zia ul Haq, è iniziato negli anni Ottanta del secolo scorso ed è stato in seguito utilizzato a fini politici dai diversi partiti locali, persino quelli – come il Partito popolare di Benazir Bhutto - di ispirazione laica. Allevare la pianticella dell'ortodossia significherà non solo far crescere la pianta del terrorismo jihadista, ma coccolare il mostro che vuole ancora la donna colpevole della cacciata di Adamo dal Paradiso.

