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sabato 14 giugno 2014
Il ballottaggio tra Ghani e Abdullah (aggiornato)
giovedì 27 marzo 2014
L'en plein del cavallo di Karzai
| Nader Naeem in una foto di Pajhwok |
Zalmai
Rassoul, il candidato di Karzai alle presidenziali, ha un nuovo
supporter: l'ormai ex concorrente Nader Naeem che, da ieri, ha rinunciato alla
corsa presidenziale.
Il
principe Nader Naeem (classe 1965) è di sangue blu: figlio
dell'ultima figlia di Zaher Shah, l'ultimo re afgano, è anche nipote
del primo presidente afgano, quel Mohammed Daoud Khan che aveva
esautorato suo nonno dal trono (fu un golpe in famiglia nel 1973 a istituire la repubblica). Ma Nader (che nella foto vediamo a un
convegno su Daud) seguì le sorti del nonno. Si esiliò nel Regno
unito e riapparve quando Zaher decise il suo rientro a Kabul dove lo
prese come segretario personale.
martedì 4 marzo 2014
Karzai dopo Karzai
L'eredità
politica che il presidente afgano vorrebbe lasciarsi alle spalle e i
progetti per il futuro
Nei
giorni scorsi, lunedi 18 febbraio, dal palazzo presidenziale dove
ormai Hamid Karzai conta alla rovescia il tempo che lo separa dalle
presidenziali afgane del 5 aprile, è arrivato uno stop
deciso all'ultima riforma del nuovo codice di procedura penale. Il
disegno di legge, già approvato dai due rami del parlamento e cui
manca solo la firma del presidente, è entrato nell'occhio del
ciclone quando il testo è stato reso noto. Le organizzazioni afgane
per i diritti di genere, e pilastri dei diritti umani come Human
Rights Watch, hanno bollato la legge di oscurantismo e vero e proprio
lasciapassare per gli abusi contro le donne, visto che uno dei
capitoli sentenzia che i parenti degli imputati non possono essere
testimoni a carico: dal momento che la maggior parte degli abusi di
genere – dalla violenza al matrimonio forzato - avviene tra le
pareti domestiche, se si escludono le testimonianze dei parenti,
l'accusato non può che farla franca.
Il
palazzo però ha fatto la voce grossa. Lo stesso palazzo che approvò
anni fa, nonostante le polemiche, la famosa legge sul diritto di
famiglia degli sciiti (che riconosceva di fatto lo stupro
intra-familiare) e che, mesi addietro, non si è fatto per nulla
sentire a favore del decreto legge sui diritti delle donne (Evaw),
messo sotto accusa del parlamento che tuttora vuole emendarlo. Che il
presidente abbia e abbia sempre avuto una politica ambigua, con un
occhio agli alleati e uno al consenso interno anche delle frange più
conservatrici, non è una novità. Ma questa volta è in gioco
qualcosa di diverso. Karzai sta per lasciare il suo incarico dopo
essere stato l'unico presidente dell'Afghanistan dalla caduta dei
talebani, un uomo che, attraverso un interim e due mandati popolari,
si configura come uno dei capi di Stato più longevi: ha trattato con
Bush e con Obama, visto l'intera parabola di Ahmadinejad, stretto la
mano di Musharraf e Nawaz Sharif, conosciuto premier e presidenti
europei pochi dei quali sono sopravvissuti al primo mandato e nessuno
dei quali ha goduto in sovrappiù del periodo di grazia che
inizialmente a Karzai fu garantito dal vuoto lasciato dalla caduta
dei talebani nel 2001.
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