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martedì 17 giugno 2014
Carta vince carta perde. La sfida afgana tra Ghani e Abdullah
sabato 14 giugno 2014
Il ballottaggio tra Ghani e Abdullah (aggiornato)
venerdì 23 maggio 2014
Se il vecchio presidente si schiera con Ghani
Classe
1926, già capo dello Stato del governo ad interim nato con la fine
dell'occupazione sovietica e poi presidente dell'Afghanistan dopo la
caduta di Najibullah nel 1992 (anche se solo per pochi mesi),Sibghatullah Mojadedi è uno
dei pochi leader mujaheddin a non vantare una carriera insanguinata
dalla lotta fratricida scatenatasi con la guerra civile all'uscita di
scena dell'Urss nell'89 e sopratutto dopo la presa di Kabul nel '92.
Il vecchio teologo, che si è più volte dimesso da cariche ufficiali
in polemica con Karzai, gode di un certo rispetto e dunque ha un peso
la sua decisione di appoggiare Ashraf Ghani. E non è l'unico
endorsement di peso che l'ex ministro è riuscito a guadagnarsi:
mentre Zalmai Rassoul dava la sua adesione ad Abdullah Abdullah, il
suo numero due Ahmad Zia Massoud (il fratello minore del “Leone
del Panjshir”) la dava a Ghani in compagnia di altri personaggi di
rilievo come l'ex candidato Dawoud
Sultanzoi e il sodale del generale Wardak (ritiratosi dalla corsa)
Syed Hussain Anwari.venerdì 25 aprile 2014
Testa a testa afgano: terzo scrutinio (82% del voto). Cominciano i corteggiamenti
![]() |
| A sinistra Abdullah, a destra Ghani |
Terzo
round di risultati parziali del voto presidenziale annunciati ieri a Kabul: Abdullah Abdullah è primo con 43,8%,
Ashraf Ghani 32,9%, Zalmai Rassoul 11,7%, Sayyaf 7%, Helal 2,8%,
Sherzai 1,6%, Sultanzoy 0,5%, Arsala 0,2%. Voti contati all'82,59%.
Con l'avvicinarsi del ballottaggio, il testa a testa sui due si gioca adesso sulle alleanze ed ecco profilarsi la prima. Entrambi hanno offerto all'ormai ex presidente Karzai un ruolo nel nuovo governo con l'occhio a quell'11% raccolto da Rassoul: arma a doppio taglio, come la percentuale di altri candidati (Sayyaf ad esempio). Sposterà voti questa alleanza, certamente, ma ne potrà far anche perdere. Anche se a contare ancora sono e saranno le alleanze tribali, questa tornata sembra dire - e il caso Rassoul-Karzai sembra dimostrarlo - che contano meno di una volta.
Con l'avvicinarsi del ballottaggio, il testa a testa sui due si gioca adesso sulle alleanze ed ecco profilarsi la prima. Entrambi hanno offerto all'ormai ex presidente Karzai un ruolo nel nuovo governo con l'occhio a quell'11% raccolto da Rassoul: arma a doppio taglio, come la percentuale di altri candidati (Sayyaf ad esempio). Sposterà voti questa alleanza, certamente, ma ne potrà far anche perdere. Anche se a contare ancora sono e saranno le alleanze tribali, questa tornata sembra dire - e il caso Rassoul-Karzai sembra dimostrarlo - che contano meno di una volta.
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