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Visualizzazione post con etichetta Raffaele Crocco. Mostra tutti i post
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mercoledì 8 aprile 2020

Il racconto della fotografia

Maria Novella De Luca (linkedin)
Da ieri sul sito dell'Atlante delle guerre c'è una novità. Fotografica. Un fotoreportage di Maria Novella De Luca che illustra una bellissima storia: persone che sminano un territorio piantandoci alberi.

Raffaele Crocco, l'ideatore del progetto Atlante, spiega l'iniziativa:  "...uno spazio per raccontare il Mondo – le sue ingiustizie e crudezze, ma anche le sue bellezze avventurose – soprattutto attraverso le immagini. Ogni quattro settimane, sempre di martedi".  Il servizio della fotoreporter   è accompagnato dai testi della giornalista Alice Pistolesi, colonna della redazione dai suoi esordi. La grafica è stata curata da Daniele Bellesi, l'art director che ha progettato il sito e la grafica dell'Atlante cartaceo e tra i soci fondatori del progetto.

Il sito dell'Atlante ha superato in marzo le 30mila visualizzazioni. Aggiorna quotidianamente sulle guerre in corso, specie ora che la preoccupazione per il Covid-19 sembra offuscarle. Purtroppo, virus o non virus, la guerra è l'unica attività umana che non si è fermata. E la porzione di deserto del Sahara tra Algeria, Mauritania e Sahara Occidentale - raccontata nel reportage -  è una delle più minate del mondo

lunedì 16 aprile 2018

Un libro e un film sull'epopea post 68 a Trento il 18 aprile


La mappa dell'Eden vista da Maurizio Sacchi
La Libreria Viaggeria e Raffaele Crocco vi invitano, mercoledì 18 aprile alle 20.30 allo archeologico della Banca Popolare dell'Alto Adige - Volksbank di Piazza Lodron a Trento, alla presentazione con l’autore dell'ultimo libro del giornalista e scrittore Emanuele Giordana
 Spazio "Viaggio all'Eden - Da Milano a Kathmandu" uscito per Editori Laterza e all'anteprima nazionale, dopo il restauro, del film "Riso al verde" che vede tra i protagonisti Emanuele Giordana e il pittore Maurizio Sacchi, a cui si deve l’illustrazione che apre il libro. Un libro e un film amatoriale che a cinquant’anni dal 68 ricostruiscono lo stato d’animo di una generazione.

Il libro

"Un viaggiatore di lungo corso, per passione e per lavoro, ritorna sulla rotta degli anni Settanta per Kathmandu: il Grande Viaggio in India fatto da ragazzo e ripercorso poi come giornalista a otto lustri di distanza. Un sogno che portò migliaia di giovani a Kabul, Benares, Goa, fino ai templi della valle di Kathmandu. Emanuele Giordana si destreggia tra gli appunti presi allora su un quadernetto riemerso dalla polvere, un grande esercizio di memoria e il confronto con le trasformazioni di quei paesi che, terminata l'epoca della Guerra Fredda, sono stati attraversati da conflitti. E dall'orda dei turisti: dal viaggio all'Eden dei frikkettoni ai viaggi organizzati del tutto compreso e agli alberghi di lusso. Su tutto, il ricordo tratteggiato con leggerezza e ironia tra droghe, sesso libero e scoperta di nuovi paesaggi e un'ombra malinconica e riflessiva sul senso del 'viaggio'. Un libro per chi aveva vent'anni allora, chi quel viaggio non l'ha mai fatto e chi ancora vorrebbe farlo".


Il film

Realizzato da Piero Motta e Davide Del Boca nel 1982, è un film a soggetto di 40 minuti presentato
al Filmaker di Milano nell'autunno 1983 e, nel 1984, al Festival Internazionale del Cinema Indipendente di Montecatini. Dimenticato in un cassetto per anni, nel 2017 è stato restaurato e digitalizzato. Racconta la storia di due trentenni milanesi che vivono di lavoretti saltuari, cene e feste con gli amici, viaggi in Oriente e nella città profonda. I due squattrinati perdigiorno vincono 4 milioni con la schedina delle semifinali dei mondiali del 1982, competizione che vedrà la vittoria degli azzurri. E’ l’affresco inconsapevole di un periodo che chiude la prima fase del post Sessantotto – quella dell'impegno politico e dei viaggi in Oriente – e che si avvia a diventare l’epoca dello yuppismo, dell’edonismo reganiano e della Milano da bere. Le disavventure dei due frikkettoni raccontano, senza moralismi e giudizi, come viveva una generazione nata agli inizi degli anni Cinquanta in pieno boom economico e che, a trent’anni, aveva già contabilizzato una rivoluzione (ai loro occhi) mancata.



Due fotogrammi di Riso al Verde. Nel video in mezzo
la presentazione del film registrata da Piero Motta

Davide Del Boca, classe 1954, regista televisivo e giornalista, lavora alla Rai dal 1987. Ha realizzato documentari per la Rai e la RTSI su temi sociali come l'immigrazione e la disabilità. Ha lavorato in Rai in numerosi programmi televisivi come regista ed è tuttora è impegnato in trasmissioni di attualità, informazione e cultura.

Piero Motta, classe 1952, professione pittore con la passione per il cinema - da cui è nato 'Riso al Verde’ - ha realizzato numerose mostre e si divide tra Milano e la Liguria, posto che predilige per dipingere.

Visto il limitato numero di posti è indispensabile prenotarsi chiamando lo 0461 233337 o scrivendoci all'indirizzo libreriaviaggeria@yahoo.it. Vi aspettiamo!

domenica 17 settembre 2017

Viaggio all'Eden in Trentino

Presento Viaggio all'Eden  domenica sera a Flavon (ore 20.30, sala civica del Municipio) - organizzato da La Viaggeria e presentato da Raffaele Crocco.


Un viaggiatore di lungo corso, per passione e per lavoro, ritorna sulla rotta degli anni Settanta per Kathmandu...bla bla...

martedì 6 settembre 2016

La bella platea di Rovereto al Festival Oriente Occidente

Rovereto
Quando vado in giro per l'Italia a parlare di conflitti, morte e dolore non mi aspetto mai platee piene. L'argomento non è molto sexy e la televisione, la cultura dominante di questo Paese, ci ha abituati che l'intrattenimento è meglio. Così che ieri a Rovereto, a un incontro promosso da Oriente Occidente (festival arrivato alla 36ma edizione!) ho trovato una piacevole sorpresa. All'incontro, organizzato per il Festival da Raffaele Crocco (il direttore dell'Atlante delle guerre) c'erano circa 180 persone! Venute ad ascoltare un tema già ostico in sé e presentato come ancora più ostico: "Cos'è cambiato nella guerra? Non si combatte più tra eserciti ma "in mezzo alla gente", tra coalizioni di Stati con mostrine unificate e combattenti senza divisa ma forti in termini ideologici. Alla radici - dicevamo sull'invito - ci sono antichi problemi irrisolti: il retaggio neo coloniale, le ingiustizie sociali, una vaga idea di riscatto nazionale che producono lo scoppio di tensioni latenti in cui si inserisce la criminalità organizzata, la devianza ideologica estremista, le manovre di gruppi di potere politico d economico. Le guerre moderne, al contrario di quelle convenzionali, tendono a trascinarsi. A iniziare ma a non terminare. A fingere successi che non sono reali. E a farci abituare alla guerra come a una delle tante forme della quotidianità moderna. La guerra richiede forse dunque un ripensamento: quanto è utile? quanto hanno senso le alleanze regionali? perché abbiamo deciso che l'Onu non serve? perché rinunciamo a priori a studiare strumenti di pacificazione e dialogo?". Direi che ce n'era abbastanza per rifuggire tema e relatori. E invece...

Sun Tsu
L'abbiamo presa alla larga cominciando da definizioni possibili: non più ormai quella famosa e contenuta in "Della Guerra" di Carl Von Clausevitz ("E' la continuazione della politica con altri mezzi") ma passando in rassegna i conflitti del supposto periodo di pace che si chiama "Guerra fredda": gli eserciti di liberazione nazionale, la nascita delle guerre asimmetriche o delle "guerre tra la gente", definizione che si deve al militare britannico Rupert Smith nel suo "L’arte della guerra nel mondo contemporaneo", dove sostiene che la guerra degli eserciti in divisa è stata sostituita da quella che egli chiama "guerra fra la gente",  in cui il campo di battaglia è  costituito dalle strade, dalle case e, soprattutto, dalla popolazione civile, come è avvenuto in Cecenia, Jugoslavia, Medio Oriente, Ruanda... Ovunque. I civili diventano ostaggi da sfruttare, scudi umani da utilizzare senza scrupoli, bersagli da colpire, obiettivi da conquistare, in un nuovo paradigma bellico che ha minato la possibilità di un uso efficace della forza da parte degli Stati e dunque degli eserciti, non più  in grado di ottenere risultati. Abbiamo ricordato anche la "Guerra senza limiti", saggio scritto dai  colonnelli Qiao Liang e Wang Xiangsui, eredi della tradizione che discende dal famoso "L'arte della guerra" di Sun Tzu.  Quella che descrivono è una  guerra condotta attraverso le manipolazioni dei media, le azioni di piraterie su Internet, le turbative dei mercati azionari o la diffusione di virus informatici. Guerre senza confini appunto, altro tema toccato (i confini post coloniali).