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lunedì 10 agosto 2026

Buon Viaggio all'Eden caro Sam


Ieri notte un vecchio amico se n’è andato. Sam (Sem), al secolo Alessandro Forte da Feltre (nel senso del quartiere), è stato per molti di noi un compagno di viaggi, sogni e fantasie sempre all’insegna del buonumore. Un male dannato lo ha costretto una settimana in ospedale eppure Sam è riuscito, anche in quel caso, a parlar bene delle infermiere, dello staff, del cibo e persino della vista mare dalla sua stanza sul Mediterraneo che bagna Imperia. 

La grande consolatrice, come qualcuno la chiama, se l’è portato via in un buf, ma senza sofferenza. A noi resta un ricordo “forte” di quei sogni vissuti assieme che allora si chiamavano “viaggio all’Eden” e che gli fecero conoscere il suo più grande amore con cui viveva in Liguria. Un abbraccio a sua moglie Rebecca, alle figlie Alaya e T’ai con le nipotine. Ciao Sam, non potremo mai dimenticarti.



Sopra, Sam tra due vecchi amici. Sotto, una foto del 1971 del Magic Bus a Istanbul tratta da un giornale locale

domenica 22 luglio 2018

Quel povero Corrierone

Cosa pensereste se trovaste pubblicata a tutta pagina la foto di copertina del vostro libro utilizzata per illustrarne un altro e senza manco una citazioncina di pezza? Se si trattasse di un blog, di qualche giornalino fatto in casa e magari estero, quindi senza contezza dell'editoria italian, non ci sarebbe da meravigliarsi. Rubacchiare le foto in Internet è una cattivo modo di intendere la libertà di stampa ma vabbé, c'è sicuramente di peggio. L'immagine pubblicata dall'inserto di ieri del Corriere (e quivi riprodotta) è di Getty Images e quindi deduco (e spero) che il settimanale Io donna l'abbia comprata e non certo rubata dalla mia copertina. Ma la sciatteria consiste nel fatto che state usando la stessa immagine di un libro dall'ampia circolazione che ha venduto circa 4mila copie e che ancora si trova in libreria. E per fare che? Per illustrare e pubblicizzare il libro scritto da un altro grosso modo sullo stesso tema! Cose appunto da piccolo giornalismo - - diciamo - "distratto", dunque sciatto.

Per fortuna i giornali, ormai in discesa costante e in caduta libera, si presentano come il luogo dell'approfondimento per mettervi al sicuro dalla sciatteria appunto e dalle dannate fake news. Corriere povero o povero Corriere? Decidete voi. Io per rimettere in ordine le cose pubblico qui in finaco la copertina di Viaggio all'Eden ...

Ringrazio i tanti che me lo hanno segnalato e, come dice il poeta,  trasformo l'incidente in una risorsa. Pubblicitaria

domenica 27 maggio 2018

mercoledì 9 maggio 2018

Il mitico libretto

Qualcuno mi ha chiesto se il famoso libretto, alle origini della scrittura di Viaggio all'Eden, non fosse solo una trovata letteraria. Altro che finzione, eccolo qui il mitico libretto. Era un diarietto che si vendeva in India o in Nepal e dove avevo ricopiato filologicamente orari, costi, tragitti, alberghi ivi compresi i soldi che avevo i tasca che, al 21 luglio 1974 giorno della partenza da Milano,  ammontavano a ben  10mila lire in carta e 650 dollari in Traveller Ceques.

A settembre, mentre tornavo da Bamyan, in tasca c'erano erano 400 dollari  in TC, 35 in dollari in cartamoneta e 300 afghanis. Poi il conto riprende a Novembre mentre sto tornando in India dal Nepal: 200 dollari e qualche spicciolo (rupie?).  In tre mesi avevo speso 450 dollari ossia 150 dollari al mese che, anche per frikkettone, era una discreta cifretta. Poi il conto si perde e anzi...il grano finisce. Il resto è racconto.


lunedì 16 aprile 2018

Un libro e un film sull'epopea post 68 a Trento il 18 aprile


La mappa dell'Eden vista da Maurizio Sacchi
La Libreria Viaggeria e Raffaele Crocco vi invitano, mercoledì 18 aprile alle 20.30 allo archeologico della Banca Popolare dell'Alto Adige - Volksbank di Piazza Lodron a Trento, alla presentazione con l’autore dell'ultimo libro del giornalista e scrittore Emanuele Giordana
 Spazio "Viaggio all'Eden - Da Milano a Kathmandu" uscito per Editori Laterza e all'anteprima nazionale, dopo il restauro, del film "Riso al verde" che vede tra i protagonisti Emanuele Giordana e il pittore Maurizio Sacchi, a cui si deve l’illustrazione che apre il libro. Un libro e un film amatoriale che a cinquant’anni dal 68 ricostruiscono lo stato d’animo di una generazione.

Il libro

"Un viaggiatore di lungo corso, per passione e per lavoro, ritorna sulla rotta degli anni Settanta per Kathmandu: il Grande Viaggio in India fatto da ragazzo e ripercorso poi come giornalista a otto lustri di distanza. Un sogno che portò migliaia di giovani a Kabul, Benares, Goa, fino ai templi della valle di Kathmandu. Emanuele Giordana si destreggia tra gli appunti presi allora su un quadernetto riemerso dalla polvere, un grande esercizio di memoria e il confronto con le trasformazioni di quei paesi che, terminata l'epoca della Guerra Fredda, sono stati attraversati da conflitti. E dall'orda dei turisti: dal viaggio all'Eden dei frikkettoni ai viaggi organizzati del tutto compreso e agli alberghi di lusso. Su tutto, il ricordo tratteggiato con leggerezza e ironia tra droghe, sesso libero e scoperta di nuovi paesaggi e un'ombra malinconica e riflessiva sul senso del 'viaggio'. Un libro per chi aveva vent'anni allora, chi quel viaggio non l'ha mai fatto e chi ancora vorrebbe farlo".


Il film

Realizzato da Piero Motta e Davide Del Boca nel 1982, è un film a soggetto di 40 minuti presentato
al Filmaker di Milano nell'autunno 1983 e, nel 1984, al Festival Internazionale del Cinema Indipendente di Montecatini. Dimenticato in un cassetto per anni, nel 2017 è stato restaurato e digitalizzato. Racconta la storia di due trentenni milanesi che vivono di lavoretti saltuari, cene e feste con gli amici, viaggi in Oriente e nella città profonda. I due squattrinati perdigiorno vincono 4 milioni con la schedina delle semifinali dei mondiali del 1982, competizione che vedrà la vittoria degli azzurri. E’ l’affresco inconsapevole di un periodo che chiude la prima fase del post Sessantotto – quella dell'impegno politico e dei viaggi in Oriente – e che si avvia a diventare l’epoca dello yuppismo, dell’edonismo reganiano e della Milano da bere. Le disavventure dei due frikkettoni raccontano, senza moralismi e giudizi, come viveva una generazione nata agli inizi degli anni Cinquanta in pieno boom economico e che, a trent’anni, aveva già contabilizzato una rivoluzione (ai loro occhi) mancata.



Due fotogrammi di Riso al Verde. Nel video in mezzo
la presentazione del film registrata da Piero Motta

Davide Del Boca, classe 1954, regista televisivo e giornalista, lavora alla Rai dal 1987. Ha realizzato documentari per la Rai e la RTSI su temi sociali come l'immigrazione e la disabilità. Ha lavorato in Rai in numerosi programmi televisivi come regista ed è tuttora è impegnato in trasmissioni di attualità, informazione e cultura.

Piero Motta, classe 1952, professione pittore con la passione per il cinema - da cui è nato 'Riso al Verde’ - ha realizzato numerose mostre e si divide tra Milano e la Liguria, posto che predilige per dipingere.

Visto il limitato numero di posti è indispensabile prenotarsi chiamando lo 0461 233337 o scrivendoci all'indirizzo libreriaviaggeria@yahoo.it. Vi aspettiamo!

sabato 24 marzo 2018

Viaggio all'Eden (via Maurizio Sacchi) il 25 marzo

Forse qualcuno che ha avuto tra le mani Viaggio all'Eden, avrà notato che il libro si apre con una mappa del tragitto da Milano a Kathmandu, disegnata per Laterza da Maurizio Sacchi.
E' stato quello uno degli spunti per Maurizio per ripescare dalla sua memoria le immagini di un viaggio fatto anche da lui nei favolosi Settanta.

Questi (uno dei quali riprodotto qui sotto)  e altri acquarelli sono  domenica 25 marzo  in mostra alla Cascina Linterno a Milano - zona Baggio (pagina fb: Cascina Linterno). Si trova in Via Fratelli Zoia, al numero 194.

 Ci saranno 18 acquarelli per la Festa di Primavera. Diario visivo di due anni di natura fra Grecia e Italia...e di un Viaggio all'Eden....




domenica 24 dicembre 2017

Turista o viaggiatore?

Ecco, nella foto a fianco, la mirabile sintesi del dibattito che si è tenuto ieri a Esc/Livre (Roma) dove abbiamo chiacchierato di  Viaggio all'Eden con l'ottimo Giacomo Salerno, che faceva gli onori di casa, e il grande viaggiatore e amico Giuliano Battiston...

sabato 25 novembre 2017

Viaggio all'Eden al Premio Volponi di Fermo

Peppino Buondonno e Angelo Ferracuti,
coordinatori del Premio in una foto del Corriere Adriatico
Alle ore 18 alla Sala Castellani di Porto San Giorgio
con Peppino Buondonno

Viaggio all'Eden




Il programma del Festival qui

mercoledì 25 ottobre 2017

Viaggio all'Eden a Perugia venerdi 27 ottobre

VIAGGIO ALL’EDEN
Venerdì 27 ottobre 2017
alle ore 18:30
Biblioteca San Matteo degli Armeni
Via Monteripido, 2 – Perugia
Introduzione di
 Emmanuel di Tommaso
Ne discute con l’autore
Floriana Lenti


In questo nuovo libro, Emanuele Giordana, partendo dal racconto del Grande Viaggio intrapreso da un’intera generazione da Milano verso Kathmandu negli anni ’70, dipinge un’intensa riflessione sul senso del viaggio: dall’Italia al Nepal, passando per Grecia, Jugoslavia, Turchia, Afghanistan e India, fino a giungere alle “propaggini” dell’Eden, il Sud-Est asiatico e l’America Latina. È un racconto molto concreto, una sorta di diario di bordo kerouac-conradiano in cui sono evocati i sapori, gli odori e i volti di quelle strade che si attraversavano in preda ad una vera e propria “febbre del viaggio”.
Il ritorno in quegli stessi luoghi 40 anni dopo permette al Giordana giornalista di registrare, con l’abilità di fervente cronista qual è, le violente trasformazioni ancora in atto: la magia, l’inconsapevolezza e la fascinazione di allora lasciano così spazio a un senso di profondo turbamento di fronte ai teatri di guerra e alle vetrine del turismo di massa capitalista fatte di polvere e cemento.
Il libro, già presentato nelle principali città italiane, sta dando vita ad un interessante dibattito su determinati scenari geopolitici per troppo tempo rimossi nell’opinione pubblica italiana, e sul tema più generale di una conoscenza dell’Oriente che possa essere finalmente scevra da ogni rappresentazione strumentale e pregiudizio.

Insieme al viaggiatore di lungo corso, giornalista e scrittore indipendente, durante la presentazione interverranno Floriana Lenti ed Emmanuel Di Tommaso.

lunedì 23 ottobre 2017

Viaggio all'Eden a Pisa mercoledi 25 ottobre





Con il giornalista Alessandro De Pascale e Alberto Mari, un attivista dell'Osservatorio Antiproibizionista















VIAGGIO ALL’EDEN
Dall’Europa a Kathmandu il Volo Magico nei ruggenti Settanta e quarant’anni dopo
Emanuele Giordana
Laterza 2017


Un viaggiatore di lungo corso, per passione e per lavoro, ricorda la rotta degli anni Settanta per Kathmandu: il Grande Viaggio in India fatto allora da ragazzo e ripercorso poi come giornalista a otto lustri di distanza. Il libro, un lungo racconto del percorso che portava migliaia di giovani a Kabul, Benares, Goa fino ai templi della valle di Kathmandu, si destreggia tra gli appunti presi allora su un quadernetto riemerso dalla polvere, esercizi di memoria e il confronto con le inevitabili trasformazioni di quei Paesi che, terminata l’epoca della Guerra fredda, sono stati attraversati da conflitti e anche da una nuova orda di invasori: i turisti che, dopo il Viaggio all’Eden dei frikkettoni, seguirono quella pista preferendogli però alberghi lussuosi e viaggi organizzati con tutto il bene e il male che ciò comporta. Il registro narrativo è doppio: c’è il ricordo tratteggiato con leggerezza e ironia tra droghe, sesso libero e scoperta di nuovi paesaggi e una zona d'ombra più riflessiva su cosa vuole dire “viaggiare” e sulla guerra. Libro godibile da chi aveva vent'anni allora, chi quel viaggio non ha mai fatto e chi ancora vorrebbe farlo.  

sabato 23 settembre 2017

Bellezza oltre la guerra a Trani. Afghanistan in terra di Puglia

Con Soraya sullo sfondo
del castello di Federico II
  a 25 km da Trani
Il tema della bellezza è al centro di un Festival cui mi sarebbe sempre piaciuto andare e che si intitola Dialoghi di Trani anche se poi gli appuntamenti corrono qui e la in questa bella terra di Puglia. Con mio grande piacere quest'anno sarò li domenica 24 con Soraya d'Afghanistan e Giorgio Zanchini a parlare della "bellezza oltre la guerra" dell'Afghanistan, Paese bellissimo e purtroppo in gran parte distrutto. Di cosa parlerò? Di cos'è ma anche di com'era. Posto dunque il mio ricordo di quella che un afgano definì l'"età dell'oro" ossia il periodo in cui visitammo l'Afghanistan durante il "Viaggio all'Eden",  libro nel quale ho dedicato a questo splendido Paese gran parte delle pagine... Ne pubblico qualche estratto dal 4 Capitolo: L'epopea di chicken street

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...La notte, a quelle latitudini, arriva velocemente. Avevamo appena lasciato il posto di frontiera iraniano di Tayyebad ed eravamo entrati in Afghanistan mentre le luci del giorno si andavano affievolendo. Il passaggio del confine non era stato indolore ma sapevamo che la vera frontiera del Viaggio all'Eden, la mitica strada che portava dall'Europa sino all'India e a Kathmandu, era finalmente qui. Qui dove il grande altipiano del Khorasan persiano si perde nei deserti dell'Afghanistan, un luogo, un nome che con l'andar del viaggio - nelle storie raccolte a Istanbul o Teheran - stava diventando qualcosa in più di una semplice tappa. Alla frontiera iraniana la polizia dello Scià imponeva, a chi andava o veniva, un passaggio obbligato in un corridoio degli orrori: batterie scoperchiate, scatole di conserva squarciate, gomme rivoltate come calzini, cruscotti smontati, tubetti di dentifricio svuotati. Mentre ti avventuravi nella terra di nessuno tra le due frontiere, quel passaggio obbligato nel museo della punizione divina, ti dava un avvertimento chiaro: stavi entrando nel Paese patria, tra l'altro, dell' “afgano nero”, l'hascisc più ricercato del pianeta. Lasciavi la Persia del Trono del pavone con le sue lugubri promesse penitenziarie e agenti azzimati dalle divise luccicanti e arrivavi al posto di frontiera de la “République d'Afghanistan”, che allora il francese era la lingua di una monarchia che, appena un anno prima, nel 1973, era diventata repubblica con un golpe bianco dei suoi parenti, mentre il re Zaher Shah era in vacanza a Capri...

... Dopo qualche chilometro il minibus carico di stranieri zazzeruti e completamente fumati si arrestava in una ciakana, una taverna dove si beve il tè, si può dormire e mangiare sdraiati su tappeti pulciosi ma altrettanto ricchi di fascino, odori e geometrie colorate approntate da abili tessitori.  Completamente stravolti dalla potenza dell'afgano nero, i giovani viaggiatori vedevano entrare uomini scesi da cammelli battriani a una sola gobba e avvolti in tabarri – il patu, coperta di finissima lana dell'Hindukush –, fieri pastori delle montagne, abili commercianti della pianura, chapandaz dal prezioso cavallo arabo che ti proiettavano in una sorta di medioevo islamico, dove regole antiche come massicci dirupi e vigili come guardiani occhiuti di una tradizione millenaria, sembravano - complice l'ambiente e l'hascisc - aver costruito a tua misura la magia di una notte stellata perduta nei grandi spazi dell'Oriente che finalmente si era fatto realtà. Altro che scimmiottamenti di un'altra cultura, altro che divise in stile germanico, altro che modernità più o meno digerita: dopo l'Iran dello Scià – dove l'impronta della modernità sapeva di esportazione forzata di un modello del tutto estraneo - l'Afghanistan era una favola perfetta dove ti era consentito immergerti fino al midollo. Dovevi solo rispettare le sue regole scandite dall'adhan, la chiamata alla preghiera cinque volte al giorno. O dal pashtunwali, le norme rigorose della tradizione. Regole ferree. Una notte, un povero fricchettone di qualche città europea, in nome del leggendario codice d'onore dei pashtun che prevede non si possa negare l'ospitalità a chi la chiede nemmeno se si tratta di un assassino, viene accolto di buon grado in una famiglia cui domanda riparo. Ma il povero giovinastro si sveglia nella notte per la sete e, nel buio, sbaglia stanza entrando in quella delle donne, oggetto di un desiderio irrivelabile e negate alla vista altrui dai dettami della purdah (letteralmente: tenda). Punizione: la morte. Rapida come era stata la grazia con cui era stato accettato e ospitato...

domenica 17 settembre 2017

Viaggio all'Eden in Trentino

Presento Viaggio all'Eden  domenica sera a Flavon (ore 20.30, sala civica del Municipio) - organizzato da La Viaggeria e presentato da Raffaele Crocco.


Un viaggiatore di lungo corso, per passione e per lavoro, ritorna sulla rotta degli anni Settanta per Kathmandu...bla bla...

giovedì 7 settembre 2017

Venerdi a Ostuni Viaggio all'Eden


Festival della Letteratura di Viaggio
direttore artistico: Antonio Politano
X edizione
Ostuni 8-10 settembre 2017


Venerdi 8 settembre
Ore 20.30

Fino a Kathmandu e Brindisi, dalla Macedonia alla Siria
Chiostro di San Francesco, Piazza della Libertà
[«Conoscere i luoghi, vicino o lontani, non vale la pena, non è che teoria; saper dove meglio si spini la birra, è pratica, è vera geografia», Wolfgang Johann Goethe]
Visioni locali e globali, in alcune produzioni dell’editoria nata in Puglia, dall’editore di respiro e prestigio nazionale alle piccole case editrici di qualità. Incontro con Emanuele Giordana, autore di Viaggio all’Eden. Da Milano a Kathmandu (Laterza), Matteo Sabato, per Crocevia, rivista di scritture straniere, migranti e di viaggio (Besa), Pierfrancesco Rescio, autore di Via Appia. Strada di imperatori, soldati e pellegrini e Via Traiana. Una strada lunga duemila anni (Schena Editore). Con accompagnamento musicale e letture.


domenica 13 agosto 2017

Viaggio all'Eden a "Le antiche vie dell'Hospitale"

XIII incontro sulla Via di San Tommaso

Villa san Tommaso Majano (Udine)

sulle antiche vie dell’Hospitale,
oltre Gerusalemme
sulle Vie Reali di Persia, vie della Seta,
verso l'altra metà del Mondo

PASSAGGIO IN AFGHANISTAN

ALL'HOSPITALE DI SAN GIOVANNI DI GERUSALEMME
A SAN TOMASO DI MAJANO (UD)


Venerdì 18 Agosto 2017

domenica 6 agosto 2017

Sogno americano*

Greyhound coast to coast. La panamericana. Droghe e lotta armata. Allucinogeni e allucinati. Scuola di illegalità. Rimpatrio alla portoghese. L'ultimo capitolo di Viaggio all'Eden*

A quelli di noi cui andava stretto persino il Viaggio all’Eden, il volo magico che negli anni Settanta portava verso Kathmandu, si apriva anche un’altra pista. Era il viaggio negli States che proseguiva fino in Messico e da lì, attraverso il Centroamerica, lungo la Panamericana, nella lunga discesa che percorreva le Ande, attraversava la selva e la montagna, raggiungeva il deserto del Perù, risaliva in Bolivia, si allungava fino al Brasile. Era un altro viaggio, naturalmente, ma lo spirito non era per niente diverso. Chi aveva soldi comprava una macchina a New York e correva fino a Frisco, Sognando la California come gli italici Dik Dik avevano tradotto California Dreamin’, cantata dai Mamas and Papas o dai Beach Boys. Ma la maggior parte di noi, denari ne aveva meno e aveva fretta di raggiungere i posti da uno o due dollari al giorno (uscivano allora volumi col titolo South America on …. dollar a day, con cifre per tutte le tasche) e poiché il viaggio negli Usa era competitivo sul prezzo, si sceglieva di cominciare da Nord. Una volta guadagnata la Grande Mela, si saliva su un Greyhound, l’inconfondibile pullman col levriero, per fare in 10 giorni coast to coast. Negli anni Settanta, il volo Lussemburgo-New York costava appena 100 dollari e con altri 500 si poteva star via mesi. Gli Stati Uniti – la cui cultura underground era all’origine dei grandi movimenti degli anni Sessanta-Settanta poi declinati in chiave nazionale - erano solo una tappa veloce per gli squattrinati abituati ai prezzi indiani. Il fascino del rock, della letteratura Beat, dei santoni dell’Hyppismo restava confinato in un tributo ideale – leggere Kerouac o sentire Zappa - e venivamo trascinati inevitabilmente al Sur. Il Messico non era ancora stato sequestrato dalle narcomafie ma era saldamente occupato dalla mafia politica del Partido Revolucionario Institucional, che di rivoluzionario aveva solo il nome e longevità infinita. Laggiù, sorseggiando Tecate in lattina o Carta blanca in bottiglia, ascoltando le frequenze di Radio Mundo, fumando marijuana e andando in cerca del peyote, il cactus magico degli Huicholes, ci ammaestravamo con i libri di Carlos Castaneda, peruviano statunitense che ci aveva affascinato con gli insegnamenti di Don Juan, personaggio forse di fantasia che gli aveva fatto partorire 12 libri tradotti in 17 lingue. La sua «via Yaqui alla Conoscenza» (A scuola dallo stregone, 1968) era un’iniziazione allo sciamanesimo che andava a braccetto con la mistica che ci stregava in Oriente.

Illustrazione di Maurizio Sacchi. Sotto, a sn foto di Guido Corradi. Sotto a dx foto di Davide Del Boca

giovedì 27 luglio 2017

Viaggio all'Eden: venerdi 28 a Milano

Cosa fu davvero il Viaggio all’Eden? Cosa eravamo noi, protagonisti inconsapevoli di un’epopea in
cui ognuno faceva la sua strada e il suo trip, parola inglese che significa viaggio in senso lato: a piedi, in macchina o con qualche mezzo psicotropo? Cosa siamo stati veramente? Fuor di dubbio fummo un pezzo di quell’avanguardia giovanile che sconvolse il mondo tra gli anni Sessanta e Settanta. Fuor di dubbio di quell’avanguardia fummo la frangia più anarchica e libertaria. Ma, alla fine della fiera, fummo anche l’avanguardia del turismo di massa e - proprio noi che viaggiavamo con consapevolezza, anticipando di trent’anni il turismo sostenibile ecofriendly - fummo anche gli araldi di una globalizzazione della valigia nel frattempo divenuta trolley. Quel vasto movimento di arrivi e partenze è senz’altro una risorsa ineludibile per tanti Paesi, ma è stata ed è – come un po’ abbiamo raccontato – anche il segno della sua rovina, della fine di un sogno tropicale...


Venerdi 28 luglio alle ore 19 al Rob de matt di Milano Via Enrico Annibale Butti 18 (traversa di viale Jenner) letture di Carlina Torta da Viaggio all'Eden

mercoledì 19 luglio 2017

Viaggio all'Eden a Levico Terme

Venerdì 21 luglio, a Levico Terme (ore 21 a Villa Sissi, Grand Hotel Imperial) Massimo Libardi e Fernando Orlandi dialogano del Viaggio all’Eden e degli anni Settanta con Emanuele Giordana. Organizzazione La piccola libreria.


Era davvero il viaggio della vita, ha scritto Enrico Deaglio. Un viaggio iniziato dopo che i Beatles andarono a meditare con Maharishi Mahesh Yogi.
Impossibile dire quanti, dall’Italia, partirono e quanti arrivarono alla meta: migliaia sicuramente, forse di più. Non era come andare a Londra, a New York o a Marrakech. Era un viaggio di mesi, da cui si tornava smagriti, diversi, cambiati. Più lenti, in genere.
Erano altri tempi, più o meno mezzo secolo fa, nella seconda metà del Novecento. La meta era lontana: l’India, il Nepal, l’Afghanistan. Le condizioni del viaggio erano disagevoli: niente aerei, carte di credito, cellulari e bed and breakfast; piuttosto (pochi) traveler’s cheque, scassati uffici del telegrafo, fermo posta, ostelli e tutte le malattie gastrointestinali in agguato. Le utilitarie Fiat non erano attrezzate, i più fortunati viaggiavano sul pulmino Volkswagen, se no erano bus, treni, autostop, con tanto di appuntamenti in caravanserragli.
Fu davvero una grande migrazione, ricordata da un prezioso Baedeker di ricordi,
Viaggio all’Eden. Da Milano a Kathmandu di Emanuele Giordana; lui – oggi giornalista specializzato in Paesi asiatici – fu uno dei pionieri. Non era per lavoro, non era per cercare fortuna, cose che gli italiani avevano nel sangue da sempre. Non era neppure il Grand Tour che i poeti inglesi dell’Ottocento, specie se di deboli polmoni, compivano nell’Italia degli archi e delle rovine per meditare sull’effimera gioventù. Fu piuttosto un viaggio interiore, individuale
e collettivo, alla ricerca di spiritualità, meditazione, allargamento della conoscenza e, soprattutto, una reazione alla vita materialistica, competitiva e violenta, che si conduceva in occidente.
(dall'invito per la serata)