Ho appena ascoltato il commiato da Radiotre Mondo di Emanuele Giordana. Fatico a credere che sia la sua ultima puntata, Manu è come l'erba cattiva, rispunta sempre...Siamo diversi in tutto - stile, interessi, accento, voce, carattere - forse per questo quando ci siamo trovati a condividere microfoni, carta o schermo TV siamo stati bene. A Radio3Mondo abbiamo iniziato insieme, nell'estate di 12 anni fa, durante una breve stagione di co-conduzione. Manu è l'unica persona che mi ha costretto a scappare dal microfono perché non riuscivo a trattenere una risata. Si parlava di Africa orientale, tema non particolarmente esilarante, e di quella battaglia per riportare la stele ad Axum che lui stesso ha ricordato stamani. Un paio di mesi dopo, seguendo questa vena comica, facemmo il numero zero di un programma semi-demenziale semi-giornalistico dal titolo provvisorio "Mondo Trash", con la cura di Betta Parisi e la partecipazione straordinaria di Giovanna Savignano. La proposta non passò, nel frattempo erano cadute le Torri, e "gli esteri", dai media italiani spesso trattati con quei goffi formalismi riservati ai parenti lontani e un po' invadenti, richiedevano "gravitas" e toni compunti, non scherno e leggerezza. Emanuele con acume e leggerezza ha continuato da quei microfoni a portarci in giro, in luoghi spesso misconosciuti e impronunciabili, ma in realtà molto vicini a noi, in questo mondo piccolo piccolo...Mi fermo qui, altrimenti sembra un coccodrillo, in attesa del prossimo, inconfondibile "scararacchio" da rumorista retrò, usato come fosse un voltapagina tra due continenti.
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venerdì 28 giugno 2013
IL MIO SALUTO AGLI ASCOLTATORI
...sono davvero commosso e colpito dalla quantità di messaggi che, via facebook o per mail, ho ricevuto...e che dire dei commenti? Bello avere degli amici "di radio", dei fratelli d'etere, delle principesse virtuali sparse nell'aria del mattino. Non so se riesco a rispondere a tutti ma cercherò di farlo. Per chi avesse tempo da perdere posto qui il sonoro dell'ultima puntata dove, nella parte finale vi mando i miei saluti e posto di seguito il semi-coccodrillo che Luigi Spinola, compagno d'arme e di radio in questi anni, ha scritto su fb. Semi coccodrillo perché ancora non son defunto e continuerò a darmi da fare. Ho molti vizi e difetti ma fortunatamente non soccombo facilmente alla depressione. Non addio dunque, Arrivederci
giovedì 27 giugno 2013
IL MIO ADDIO A RADIO3MONDO (E A RAINEWS)
Devo ringraziare tutti gli ascoltatori che mi hanno scritto, individualmente ma soprattutto su facebook, quando hanno sentito martedi mattina alla radio che questa sarebbe stata la mia ultima settimana di conduzione della rassegna stampa di Radio3Mondo. Mi avevano già chiesto spiegazioni per le conduzioni più rarefatte degli ultimi mesi e avevo glissato. Ma adesso, che manca un giorno alla fine di un turno durato per me 12 anni per una settimana ogni mese (ero stato chiamato da Chiara Galli nel 2001), devo loro qualche spiegazione. Diversi mesi fa la direzione di Radio3 mi ha fatto sapere che il mio ciclo si era concluso. Che la radio deve avere ricambio e che – questo lo so anch'io – nulla è per sempre. Convinto di essere stato in questi anni una risorsa e di avere, per quanto piccola, una discreta fetta di ascoltatori che apprezzano il mio lavoro, ho fatto resistenza anche perché, di questi tempi, perdere un lavoro è un problema più che in altri. Uscivo tra l'altro dalla vicenda di Terra il cui editore mi ha licenziato “per giusta causa” (ossia per mio torto!!!) trovando così l'ennesima scusa per non pagarmi lo stipendio (soldi pubblici). Vicenda ora in mano al tribunale che in merito deciderà.
Ma posso sindacare le decisioni del vertice fino a un certo punto. E' legittimo infatti che la direzione decida come vada fatta la radio e da chi. Direzione che ha lasciato la porta aperta su altre collaborazioni ma per quella cui tengo di più, e che ha rappresentato almeno più di un terzo della mia vita professionale, ho dovuto prendere atto che la missione era compiuta. Domani, ultimo giorno di conduzione, tenterò un bilancio di questi 12 anni e ringrazierò il mio pubblico che per tanto tempo mi ha seguito. Un addio con qualche amarezza e un po' di tristezza ma anche accompagnato dalla convinzione zen che quando un ciclo si chiude è perché se ne sta per aprire un altro. Inshallah.
Alla decisione di Radio3 se n'è aggiunta un'altra. Silente, per altro, e dunque maggiormente ostica. Esattamente 12 anni fa (avevo appena iniziato a Radio3) fui chiamato da Elisabetta Castellani a collaborare con la nascente RaiNews24 dell'indimenticato Roberto Morrione. Allora erano i tempi di Timor Est, un'area su cui avevo qualche competenza per via dei miei studi sull'Indonesia, Paese di cui conosco la lingua e dove avevo fatto la mia tesi di laurea. Era un collaborazione “a pezzo” ma ben retribuita. Col tempo i miei interessi si sono spostati molto sull'Asia meridionale e poi sull'Afghanistan, Paese da cui ho fatto corrispondenze per RaiNews e analisi da studio. Due anni fa, direttore Corradino Mineo, ricevetti una sorta di “premio di produzione”: i miei contratti divennero stabili e non più a pezzo ma a minimo garantito. Una cifra fissa (non elevatissima ma interessante) che era il riconoscimento professionale di tanti anni da portatore d'acqua. Per 24 mesi i contratti sono stati rinnovati d'ufficio e grazie ai buoni auspici della redazione esteri sino all'arrivo di Monica Maggioni sotto la cui direzione il mio contratto è scomparso. Nessun rinnovo. Né una telefonata, né una mail. Neppure un sms con scritto “Ciao e grazie”. Questione di stile.
Se una considerazione si può fare, con le opportune differenze, è che la vita di un conduttore o di un collaboratore a contratto non ha alcuna garanzia (per evitare cause la Rai ha sempre stipulato contratti periodici, anche uno al mese il che deve esser costato in carta, conto approssimativo, qualcosa come 100 chili ovvero un pioppo di circa sette anni di vita anche se ora l'azienda chiede di risparmiare sulle fotocopie). Non parliamo di garanzie sindacali, visto che l'argomento non è mai stato preso in considerazione né dall'Usigrai né dalla Fnsi. Ma non esiste nemmeno una seppur minima tutela economica visto che, quale che sia il numero di anni continuativamente lavorati, non avete diritto alla più piccola liquidazione. Si può dire ciao o non fare nemmeno quello e il gioco finisce lì... Eppure proprio la Rai ha nei conduttori la spina dorsale dei suoi programmi ma un tentativo di organizzarci sindacalmente e autonomamente alcuni anni fa fallì proprio per la natura stessa del rapporto: individuale. Ognuno per sé e Dio per tutti. Ecco perché se c'è una cosa che fa male – oltre alla fine del ciclo – è quel far finta di nulla di alcuni colleghi. Molti per la verità mi hanno chiamato, abbracciato, sorriso. Altri, forse semplicemente ignorando il mio destino, nemmeno quello.
Resta la soddisfazione degli ascolti e, come diceva mia madre, la coscienza di aver fatto bene il proprio lavoro. Nessun rimpianto e il bel ricordo di una battaglia proprio per Radio3 condotta con una raccolta di firme dalle colonne di Lettera22 (purtroppo quei post sono antichi e non più conservati in archivio), mettendoci la faccia quando avevo appena iniziato a collaborare. Con qualche colpo di tosse e pasticciando i fogli sul tavolo, il che mi valse il soprannome del...”miglior rumorista di Radio3”. Una mansione che, non a caso forse, non esiste più.
lunedì 13 maggio 2013
TI RICORDI DEL BANGLADESH?
Radio3 e in particolare la trasmissione Tutta la città ne parla si distingue per tenere alta l'attenzione sulla vicenda Bangladesh. Anche stamattina Giorgio Zanchini ci è tornato sopra (si può riascolatare in podcast) stimolato dagli ascoltatori e dall'intervento di M. Yunus sul Guardian che lancia un appello sui salari (citato anche da Luigi Spinola nella rassegna delle 6.50). Alla radio hanno fatto sentire anche la vecchia "Bangladesh" di George Harrison. Oggi però, nonostante queste rare voci, c'è molto più silenzio di ieri...
Segnalo questo ottimo link (Comune-info, nel senso di "bene comune") con i vari articoli usciti in Italia
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venerdì 4 maggio 2012
RADIO LIBERE (E NON SOLO) A KABUL

Ascolta "Interferenze", inserto a cura di Andrea Borgnino, a Radio3mondo dove Ricardo Grassi di Killid spiega in cosa consiste il nuovo copnsorzio di media indipendenti nato a Kabul tra Killid, Sabah e Pajhwok (ne abbiamo già accenato in questo blog. Buon ascolto
mercoledì 4 aprile 2012
GIOVEDI A RADIO3MONDO, ONDE RADIO IN TUNISIA

Con Francesco Diasio, presidente di Amisnet e a Andrea Borgnino, giornalista ed esperto di radio.
mercoledì 7 marzo 2012
DOMANI ALLA RADIO

Giovedi’ 8 marzo 2012, dalle 11.30 alle 12.00, Emanuele Giordana ne parla con Andrea Borgnino giornalista ed esperto di radio, che con le sue incursioni ci racconta storie di radio dal mondo e con Federica Ramacci, caporedattore dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del mondo
martedì 6 marzo 2012
SETTIMANA A RADIO3

DOMANI
07/03/2012India: la sorte dei maro' e la campagna elettorale in corso
I due fucilieri di marina accusati dell'uccisione di due pescatori indiani devono andare in carcere, secondo i giudici locali, ma non saranno detenuti in una prigione comune. Intanto mentre crescono le tensioni tra l'India e il nostro Paese (...)
Vai al SITO
a fianco, la redazione in un'immagine di M. Dondero
martedì 10 gennaio 2012
ADDIO ALLE ARMI?

Domani mercoledi’ 11 gennaio 2012, dalle 11.30 alle 12.00, Emanuele Giordana ne parla con monsignor Giovanni Giudici, vescovo di Pavia e presidente di Pax Christi e Radio3mondo
sabato 7 novembre 2009
BENVENUTI ALLA FESTA DI RADIO3MONDO
Nella foto di Romano Martinis il neo direttore di Radio3, Marino Sinibaldi, con una parte della redazione di Radio3mondo. Tra gli altri si riconoscono Mario Dondero e Mario Boccia, ospiti quel giorno della trasmissione, e alcuni altri protagonisti della programmazioen del terzo canale che, lunedi 9 novembre alle 15.30, invita il pubblico ad assistere alla celebrazione di 10 anni di Radio3mondo. E' possibile partecipare presentandosi all'ingresso della Rai a Roma in via Asiago 3 alle 14.30
venerdì 6 marzo 2009
RENTREE A RADIOTRE
Se fossi un emiro degno dei tempi di Amanullah Khan, il re dell'Afghanistan che ha una qualche assonanza col mio patronimico, avrei una casa con giardino nel quartiere di Karteseh dove ospitare le mie concubine di Radio3Mondo, come ho detto loro scherzando (e non si adombrino di questa innocua galanterie i rispettivi mariti-fidanzati-amanti). Procurerei mandorle sgusciate, anacardi salati e succo di anar per le stagioni intermedie e meloni di Kunduz per i rigori dell'estate risparmiando alle mie belle i lugubri freddi della stagione invernale.

L'omaggio è dovuto dopo il rientro in redazione ai piani alti di Via Asiago 10 (ingresso anche dal numero 3) dove, resistendo ai quattro venti, regna ormai da quasi dieci anni la trasmissione e la redazione di Radio3Mondo. Una delle forse migliori emissioni - lasciatemelo dire- del panorama mediatico della Rai e, si parva licet, dello scenario giornalistico nazionale. Il merito è di queste ragazze che fabbricano quotidianamente la trasmissione cui noi conduttori prestiamo la voce e, a volte, qualche idea. Ma senza di loro...Non solo donne, certo perché una delle colonne è Pietro Filacchioni, detto il sindaco, un emiro del terzo piano dove ha una stanzetta tutta per sé che mi permette di condividere quando sono di turno. O l'abile Piero Pugliese, regista di più di una stagione.Ma Crisitiana, Cristina (a tempi alterni), Anna Maria, Giulia (per non dire della "veterana" Giovanna ora altrove distaccata), Costanza (la regista attuale)sono le regine di questa trasmissione dedicata al mondo e che a me pare una boccata di respiro alto in un paese che di solito si guarda l'ombelico e, ben che vada, la punta del naso.
Per me arrivare a Radio3Mondo, di cui sono uno degli indegni conduttori, è stato un caso. Favorito da un amico, Attilio Scarpellini, e dall'allora reggente delle trasmissioni del mattino, la milanesissima Chiara Galli. Mi fece un provino e via. Gli esami, davvero, non finiscono mai, ma la docente era ben disposta e l'alunno volenteroso. Per me è stata una grande scuola di giornalismo. Imparare la diretta. Tenere alto il tono della voce. Utilizzare come un'onda il flusso del discorso. Evitar le pause che, alla radio, son abissi infiniti. Reagire alle emergenze e agli ascoltatori che escon di strada. Non smanettare con le carte, non banfare nel microfono o soffiarsi il naso quando c'è il “rosso”, ossia sei “on air”, in onda. Eppoi dosare la propria logorrea visto che un conduttore conduce e dovrebbe parlar poco: deve far conoscere le idee degli altri, non le sue.
Le belle baiadere di Radio3Mondo (tra cui Betta Parisi tra le prime, curatrice storica e ora passata ad altri programmi) hanno corretto, sopportato, suggerito, digerite le bizze che son tipiche di chi, sentendosi ripreso, si stizza visto che ogni conduttore, si sa, nasce belle che imparato...
Ho dunque un debito di gratitudine anche perché la gente ignora il lavoro di squadra che sta dietro una trasmissione e senza il quale, come sempre, si non si va da nessuna parte. Certo, leggete voi e scegliete voi le notizie, ma chi ve le ha cercate col rigore e la competenza che derivano dall'esperienza? Chi vi ha corretto quel nome (ho sentito pronunciare Bérnard Kàshner per Bernàrd Kouchnér) o sottolineato quella macroscopica castroneria - scambiando miliardi per milioni - perché evitiate di ripeterla alla prossima puntata?
Adesso, da lunedi, torna il bello della diretta. E quell'emozione che non mi passa mai di tornare davanti al microfono, come se fosse la prima volta: davanti a una platea che non vedete e che si fa il caffè, si taglia la barba, riempie di buffetti i figlioli aggiustando loro la cartella. E voi lì, nell'aere fluido della prima mattina, che accarezzate i compiti non fatti, le magagne che aspettano in ufficio o l'appuntamento segreto, per il pomeriggio, col primo amante della figlia prediletta.
Che gran privilegio, che bel risveglio, che simpatica responsabilità visto poi che, quelle che date, son sempre pessime notizie. Buon mattino amici miei e buona giornata sulle frequenze di Radio3. E grazie ai meravigliosi tastieranti, tecnici del suono e della voce, che, dalla consolle, permettono il miracolo. Loro, come le belle baiadere, nascosti/e dietro la prosopopea del conduttore di turno. Ma senza i quali, le belle signorine di Via Asiago e gli abili digitanti alla consolle, che ce ne faremmo della nostra voce? Miele e tè, per sciogliere le corde vocali e ripartire per una nuova corsa. Evitare i colpi di tosse. Buon risveglio a voi e a me. E restate sintonizzati.
La foto: da sinistra (seduti) Benedetta Annibali, Cristiana Castellotti, Betta Parisi. In piedi Maria Teresa Sircana (altra colonna della prima ora), Pietro Filacchioni (il sindaco), Giulia Nucci e Mario Boccia (un fotoreporter ospite della puntata). Lo scatto è, niente meno, di Mario Dondero

L'omaggio è dovuto dopo il rientro in redazione ai piani alti di Via Asiago 10 (ingresso anche dal numero 3) dove, resistendo ai quattro venti, regna ormai da quasi dieci anni la trasmissione e la redazione di Radio3Mondo. Una delle forse migliori emissioni - lasciatemelo dire- del panorama mediatico della Rai e, si parva licet, dello scenario giornalistico nazionale. Il merito è di queste ragazze che fabbricano quotidianamente la trasmissione cui noi conduttori prestiamo la voce e, a volte, qualche idea. Ma senza di loro...Non solo donne, certo perché una delle colonne è Pietro Filacchioni, detto il sindaco, un emiro del terzo piano dove ha una stanzetta tutta per sé che mi permette di condividere quando sono di turno. O l'abile Piero Pugliese, regista di più di una stagione.Ma Crisitiana, Cristina (a tempi alterni), Anna Maria, Giulia (per non dire della "veterana" Giovanna ora altrove distaccata), Costanza (la regista attuale)sono le regine di questa trasmissione dedicata al mondo e che a me pare una boccata di respiro alto in un paese che di solito si guarda l'ombelico e, ben che vada, la punta del naso.
Per me arrivare a Radio3Mondo, di cui sono uno degli indegni conduttori, è stato un caso. Favorito da un amico, Attilio Scarpellini, e dall'allora reggente delle trasmissioni del mattino, la milanesissima Chiara Galli. Mi fece un provino e via. Gli esami, davvero, non finiscono mai, ma la docente era ben disposta e l'alunno volenteroso. Per me è stata una grande scuola di giornalismo. Imparare la diretta. Tenere alto il tono della voce. Utilizzare come un'onda il flusso del discorso. Evitar le pause che, alla radio, son abissi infiniti. Reagire alle emergenze e agli ascoltatori che escon di strada. Non smanettare con le carte, non banfare nel microfono o soffiarsi il naso quando c'è il “rosso”, ossia sei “on air”, in onda. Eppoi dosare la propria logorrea visto che un conduttore conduce e dovrebbe parlar poco: deve far conoscere le idee degli altri, non le sue.
Le belle baiadere di Radio3Mondo (tra cui Betta Parisi tra le prime, curatrice storica e ora passata ad altri programmi) hanno corretto, sopportato, suggerito, digerite le bizze che son tipiche di chi, sentendosi ripreso, si stizza visto che ogni conduttore, si sa, nasce belle che imparato...

Adesso, da lunedi, torna il bello della diretta. E quell'emozione che non mi passa mai di tornare davanti al microfono, come se fosse la prima volta: davanti a una platea che non vedete e che si fa il caffè, si taglia la barba, riempie di buffetti i figlioli aggiustando loro la cartella. E voi lì, nell'aere fluido della prima mattina, che accarezzate i compiti non fatti, le magagne che aspettano in ufficio o l'appuntamento segreto, per il pomeriggio, col primo amante della figlia prediletta.
Che gran privilegio, che bel risveglio, che simpatica responsabilità visto poi che, quelle che date, son sempre pessime notizie. Buon mattino amici miei e buona giornata sulle frequenze di Radio3. E grazie ai meravigliosi tastieranti, tecnici del suono e della voce, che, dalla consolle, permettono il miracolo. Loro, come le belle baiadere, nascosti/e dietro la prosopopea del conduttore di turno. Ma senza i quali, le belle signorine di Via Asiago e gli abili digitanti alla consolle, che ce ne faremmo della nostra voce? Miele e tè, per sciogliere le corde vocali e ripartire per una nuova corsa. Evitare i colpi di tosse. Buon risveglio a voi e a me. E restate sintonizzati.
La foto: da sinistra (seduti) Benedetta Annibali, Cristiana Castellotti, Betta Parisi. In piedi Maria Teresa Sircana (altra colonna della prima ora), Pietro Filacchioni (il sindaco), Giulia Nucci e Mario Boccia (un fotoreporter ospite della puntata). Lo scatto è, niente meno, di Mario Dondero
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