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mercoledì 27 agosto 2014

Come si fa a far vincere i talebani. Le nuove bizze di Abdullah

Abdullah (nella foto di Pajhwok con Ghani)
 fa di nuovo saltare il banco
Il sospetto che Abdullah Abdullah e Asharf Ghani, i due candidati alle presidenziali afgane, non abbiano trovato un accordo sulla spartizione futura dei poteri e che il primo si sia sentito messo nell'angolo è forte e chiaro. E sembra più il fallimento di questa trattativa da bassa macelleria diplomatica e nella peggior tradizione del bazar il motivo vero per il quale oggi Abdullah ha ritirato i suoi osservatori dal processo di revisione delle schede uscite dal voto al ballottaggio e che l'Onu sta monitorando. Nonostante l'intervento di Kerry, le rassicurazioni di Karzai, i cedimenti di Ghani alle sue rimostranze, l'impegno dell'Onu e le pressioni della diplomazia,  Abdullah deve aver ottenuto nel futuro governo di larghe spartizioni troppo poco e ancora dunque tira la corda contestando le regole che ha accettato solo qualche giorno fa. La disillusione tra gli afgani, amarezza compresa, dev'essere forte, come dimostra un sondaggio di ToloTv secondo cui la metà di chi ha fatto clic per dire la sua spera che i due si metteranno d'accordo mentre l'altra metà pensa di no.

Così finiscono per aver ragione i talebani che, sul loro sito, bollano le elezioni come una farsa. Non basterà questo a far vincere la guerriglia in turbante ma questo basterà a far credere sempre di più agli afgani che le elezioni all'europea sono solo una coperta elastica
che poi si può tirare a piacimento da una parte all'altra prima di spegnere la luce.

domenica 13 luglio 2014

Che pessima notizia: c'è l'accordo sulle elezioni afgane

Amici nemici. Nella foto dell'agenzia Pajhwok
 i due contendenti si stringono la mano
Se è tutto bene quel che finisce bene, il processo elettorale afgano per scegliere il nuovo presidente si starebbe avviando a buon fine. Una riconteggio delle schede sotto supervisione Onu vaglierà ogni singolo voto del ballottaggio del 14 giugno alla presenza dei rappresentanti dei due candidati che si impegnano a rispettarne il verdetto. Tutto bene? Si certo ma a che prezzo.

Tanto per cominciare, per trovare l'accordo le parti hanno avuto bisogno che il segretario di Stato americano Kerry intervenisse di persona. Poi, di comune accordo, hanno chiesto aiuto ad Isaf che si occuperà (con l'esercito afgano) di portare tutte le schede dalle province a Kabul. In terzo luogo c'è anche un accordo perché nasca un governo di unità nazionale benché sotto l'egida del vincitore. Non ultimo, il passaggio di poteri che doveva avvenire il 2 agosto viene rimandato (il male minore).

martedì 8 luglio 2014

La vittoria di Ghani

A volte la politica (non solo afgana)risultati preliminari che attribuiscono la vittoria ad Asharf Ghani, il “tecnocrate” in odore di laicità che piace ai modernisti, alla gioventù colta ma anche ai tradizionalisti che vedono in lui la continuità della reggenza pashtun. Secondo la contestata Commissione elettorale (contestata dal perdente appena dopo il voto del secondo turno) le percentuali gli attribuiscono il 56,44% dei voti contro il 43,56 del rivale, il campione tagico Abdullah Abdullah, personaggio che ha giocato la carta etnica assai più di Ghani, vecchio uomo di potere nel Nord e a Kabul, alleato con tutta una pletora di islamisti locali che si distinguono dai taleban – ideologicamente - forse solo per il colore del turbante.

riserva sorprese, altre volte scopre semplicemente il velo da un segreto di Pulcinella. Sembra questo il caso delle presidenziali afgane di cui ieri sono stati forniti, con cinque giorni di ritardo, i

In queste settimane c'è stato un gran lavorio dietro e davanti le quinte con la presenza, questa volta poco ingombrante, di un Karzai che ha fatto più da capo di Stato che non da padre padrone del Paese. I rumor dicono che la trattativa tra rivali è stata condotta sia sul fronte monetario sia su quello dei futuri incarichi e persino giocata su un possibile stravolgimento costituzionale che attribuisse a uno la presidenza e all'altro il premierato. Ma i giochi, vere o non vere che siano le voci, per ora non sono conclusi. Intanto c'è un accordo bilaterale per rivagliare i risultati di oltre 7mila seggi e poi chissà che altro ancora prima che si sappiano con certezza gli esiti definitivi. Intanto la Commissione ha dato anche i dati dell'affluenza del secondo turno: 60% con un 38% di voto femminile per un totale di 8.109493 voti validi.

Anche se sembra profilarsi un accordo che alla fine metterà a tacere Abdullah e anche se, almeno finora, le contestazioni del candidato nordista si sono limitate a manifestazioni di piazza e proclami pubblici senza che si sia passati dalla dialettica politica all'antico gioco delle armi, le elezioni presidenziali 2014 non ne escono gran bene. E gli afgani lo sanno, come lo sa la comunità internazionale, americani in testa, per i quali una sconfessione del processo elettorale equivarrebbe a una dichiarazione di fallimento generale il che ha fatto correre ai ripari le cancellerie con pressioni di ogni tipo per evitare uno scandalo sullo stile di quello che accompagnò la vittoria di Karzai nel 2009 quando anche quella volta – con brogli certificati dal numero due dell'Onu a Kabul - Abdullah gettò il sasso nello stagno della polemica per poi ritirare la mano – dicono i maligni – dopo un'offerta che non poteva rifiutare. Tant'è, anche giocando sulla stanchezza degli afgani, tutto sembra destinato a concludersi a tarallucci e tè e un tutti a casa che non lasci morti o feriti. «Un dramma afgano», come ci diceva giorni fa a Kabul un diplomatico. Un modo elegante per non dire melodramma, un'arte politico teatrale in cui anche noi italiani siamo maestri.

lunedì 7 luglio 2014

Afghanistan presidenziali, Ghani in testa

Come si pensava, i risultati preliminari ufficiali delle elezioni afgane consegnano per ora la vittoria ad Ashraf Ghani. L'affluenza sarebbe stata attorno al 60% (38% donne) con oltre 8 milioni di schede valide. Le percentuali annunciate sono: 56,44% a Ghani contro il 43,56% del rivale.
Oggi tra l'altro la stampa afgana (The Killid Group) riferisce della lettera di Afgana al ministro Mogherini e della sua risposta. La prima volta, sottolinea, in cui un titolare degli Esteri si prende la briga di rispondere a una piccola associazione, confermando l'impegno italiano a favore della società civile afgana anche dopo il ritiro dei soldati.

martedì 17 giugno 2014

Carta vince carta perde. La sfida afgana tra Ghani e Abdullah

Lontani dagli occhi e soprattutto dal cuore di un pianeta che per più di dieci anni ha seguito le peripezie di un Paese ormai entrato nella categoria dell'oblio, sette milioni di afgani sono andati sabato a votare al secondo turno delle presidenziali per scegliere chi sostituirà l'inossidabile Hamid Karzai, giunto forse al termine della sua perigliosa avventura politica. La capitale appariva sabato più deserta che in un giorno di festa: vietata la circolazione, negozi serrati e, sorprendentemente, una corsa di primo mattino alle urne per intingere l'indice nell'inchiostro indelebile e firmare così la scheda. «Per le presidenziali non c'è un limite di seggio – spiega Timur, uno dei protagonisti della scena culturale locale – e quindi, per evitare lunghe code, tutti di buon'ora sono andati al seggio più vicino».

mercoledì 23 aprile 2014

Afghanistan, rinvio dei risultati preliminari

I risultati preliminari ufficiali delle elezioni presidenziali afgane non si sapranno domani ma sabato. Lo ha annunciato ieri sera la Commissione elettorale indipendente. Per i definitivi bisogna invece attendere maggio e tutti controlli del caso. Poi, dopo due settimane, si dovrebbe andare al ballottaggio che sarà molto probabilmente tra Abdullah Abdullah e Ashraf Ghani. Dagli apparentamenti coi perdenti dipenderà l'esito finale.

sabato 21 dicembre 2013

IL CHI E' DELLE ELEZIONI AFGANE

Per saperne di più sugli 11 candidati ammessi alle elezioni presidenziali del 5 aprile si possono conulstare le pagine elettorali di Pajhwok o quelle dell'emittente Tolonews: profilo del candidato e dei due vice presidenti nel ticket.
Ecco la lista:

Abdullah Abdullah
Dawoud Sultanzoi
Abdul Rahim Wardak
Quayum Karzai
Ashraf Ghani Ahmadzai
Sardar Mohammad Nadir Naeem
Zalmai Rassoul
Qutbuddin Hilal
Gul Agha Sherzai
Abdul Rab Rasoul Sayyaf
Hidayat Amin Arsala

Qui invece anche la lista di chi è stato escluso